Annuncio tra poche settimane, il nome forte è Gabriella Belli Fondazione Musei civici, caccia al direttore. L'addio di Giandomenico Romanelli, dopo circa trent'anni di mandato, alla fine di agosto è stato ormai annunciato, anche se non è chiaro se manterrà comunque un rapporto di consulenza con l'istituzione di cui si era parlato oppure no, come potrebbe far pensare il giudizio pesante nei suoi confronti del sindaco Giorgio Orsoni pochi giorni fa in Commissione Cultura. Resta il dubbio su chi prenderà il suo posto, visto che sia il presidente della Fondazione Musei Walter Hartsarich, sia lo stesso Or-soni hanno annunciato che il nome del suo successore sarà annunciato tra poche settimane, anche se arriverà più tardi, dopo l'addio di Romanelli e ci sarà un periodo di interregno gestito dalla stessa Fondazione. Il nome forte - tra smentite e indiscrezioni - sembra essere quello di Gabriella Belli, attuale direttrice del Mart di Rovereto e comunque coinvolta con Venezia nel progetto della Capitale Europea del 2019, e che per profilo professionale, potrebbe senz'altro ricoprire il posto di Romanelli. Resta da vedere se lascerà la culla dorata del Mart, con budget generosi e garantiti per il programma di attività espositive, che Venezia non sembra al momento in grado di offrire. Già «saltata» la candidatura di Giuseppe Pavanello, storico dell'arte all'Università di Trieste, specialista del periodo neoclassico e del Settecento e attualmente direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Cini, di cui lo stesso Orsoni è vicepresidente. A lui aveva pensato all'inizio Orsoni, ma Pavanello avrebbe dovuto optare tra la cattedra universitaria e la Fondazione Musei, e la stessa Cini era restio a lasciarlo andare. Non è andata a buon fine neanche la trattativa aperta con Luca Massimo Barbero, direttore dimissionario del Mart di Roma, che avrebbe potuto essere un'interessante alternativa specie per il contemporaneo e non ha preso quota quella con Angela Vettese, presidente in prorogatio della Fondazione Bevilacqua La Masa. Il rebus è nelle menti di Orsoni e Hartsarich, ma ormai il dado è tratto e l'annuncio annunciato.