Teche e passerelle in legno per «musealizzare» il sito archeologico Suardi: «C'è già chi dona i fondi per la valorizzazione dell'area» Per valorizzare gli scavi si fanno avanti anche privati Casazza. Se un giorno l'area archeologica di Casazza diverrà di proprietà pubblica, il progetto di valorizzazione - o musealizzazione - è già pronto. Predisposto dall'architetto Raffaele Cambianica, in collaborazione con il Museo della Val Cavallina, è il secondo passo per cominciare la caccia ai fondi. «Fossimo stati nelle condizioni di poterlo fare - dice il direttore del Museo, Mario Suardi -, avremmo già portato a casa i soldi. Solo che dietro tutte le porte a cui abbiamo bussato c'era chi alzava le braccia: niente fondi finché l'area resta privata». Stando alle parole del proprietario, Diego Ambrosini, e dell'assessore ai Lavori pubblici, Claudio Gottini, adesso si può cominciare a sperare. «Attualmente l'area archeologica è priva di strutture essenziali che permettano la sua visitabilità senza calpestare il suolo archeologico - spiega Cambianica -. Non c'è impianto di illuminazione, né quello per il controllo climatico. Il progetto prevede strutture completamente indipendenti dal suolo di scavo, consentendo di osservare il sito nella sua ampiezza e omogeneità, ma anche di apprezzare da vicino il paziente lavoro dell'archeologo negli ampi spazi ancora da scavare». L'idea, quindi, si modula sulla necessità di rendere visibili i resti romanici, ma anche di rendere «invisibili» i plinti di cemento armato, le fondamenta del supermercato che sorge sopra l'area archeologica. «La musealizzazione prevede diversi fasi di intervento: innanzitutto la visitabilità dell'area. Questo avverrà grazie a una passerella in legno sopraelevata che non interferirà con le murature storiche e con gli ambienti di scavo. In questo modo sarà inoltre possibile per gli archeologi proseguire le diverse fasi di scavo, osservati da vicino dai visitatori. In secondo luogo verrà predisposto lungo la passerella un "antiquarium", con teche in vetro che esporranno i numerosi e rari reperti archeologici recuperati. Questi saranno accompagnati da ampi pannelli multimediali che consentiranno di contestualizzare i reperti al luogo del ritrovamento e agli usi specifici, con immagini e ricostruzioni video. Infine, si prevede la realizzazione di un'aula didattica completamente in vetro e sopraelevata. Questa specifica sezione didattica consentirà al Museo della Val Cavallina di allestire laboratori di archeologia per scolaresche e gruppi, facendo sperimentare l'emozione di uno scavo e il ritrovamento di un reperto, seguito dalle fasi di catalogazione, pulizia e conservazione». Intanto, se nessun altro ente si farà avanti per l'acquisto dell'area, Mario Suardi rompe gli indugi: «Ci proveremo con il Museo, che ha pochissimi fondi, ma ci proveremo. Qualche giorno fa il gruppo di donne che ha partecipato ai corsi di ricamo promossi dal nostro ente, ci hanno consegnato mille euro per contribuire al progetto. Un altro volontario del museo ne ha donati 2.000. Questo mi fa pensare all'idea di organizzare una campagna di raccolta fondi, certo che non mancano le persone interessate alla salvaguardia di un tale tesoro della nostra storia».
Casazza (BG). Il progetto di tutela è pronto. Tra gli sponsor le ricamatrici
L'area archeologica di Casazza è priva di strutture essenziali per la sua visitabilità. L'architetto Raffaele Cambianica ha predisposto un progetto di musealizzazione che prevede la costruzione di passerelle in legno sopraelevate e teche in vetro per esporre i reperti archeologici. Il progetto prevede anche l'aula didattica per laboratori di archeologia. L'area è attualmente privata e il proprietario, Diego Ambrosini, e l'assessore ai Lavori pubblici, Claudio Gottini, stanno considerando l'acquisto dell'area. Il direttore del Museo, Mario Suardi, sta cercando di raccogliere fondi per il progetto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo