Dopo il via libera dalla Soprintendenza il sindaco parla di ostacoli della burocrazia regionale Rilanciata l'idea del doppio approdo con Taormina così come concordato mesi fa GIARDINI NAXOS. «Ravvisiamo strane manovre contro il porto di Giardini»: cosl il sindaco Nello Lo Turco ha aperto ieri la conferenza stampa convocata a Palazzo dei Naxioti per fare il punto dopo la conferenza dei servizi nella quale il 7 maggio scorso la Soprintendenza ha ritirato il parere contrario all'iter per il porto di Naxos. «Alcuni movimenti che si sono registrati in questi giorni - ha spiegato Lo Turco - mi fanno pensare che ci sia ancora qualche ostacolo nella burocrazia regionale. Sarebbe incredibile e assurdo che dopo aver ottenuto il "sì" della Soprintendenza si debba tornare di nuovo indietro». Alla presenza di assessori e consiglieri, e di tutte le principali forze politiche locali, Lo Turco non ha nascosto la sua preoccupazione e il disappunto in riferimento ad una circolare dell'8 giugno scorso da parte della direzione generale dell'assessorato ai Beni culturali, nella quale si afferma che le Soprintendenze siciliane «sono tenute a negare l'autorizzazione paesaggistica su progetti di costruzione da realizzare entro 200 metri dai parchi archeologici»e viene inoltre esplicitato che va «preliminarmente verificato il rapporto di funzionalità con il porto o approdo turistico». «Noi - ha detto Lo Turco - vogliamo mettere in sicurezza e completare un porto che già c'è. Sappiamo che non è sito in una posizione ideale ma se dopo tanti anni abbiamo ottenuto il via libera per le opere, come si può pensare che dovremmo azzerare tutto? Il molo attuale va messo in sicurezza e completato, perché in queste condizioni sta creando seri danni e sta costituendo la rovina di Giardini. Mi si dia una soluzione altrimenti non basta porre nuovi veti. Il costo per andare a realizzare un'opera ex novo sarebbe dieci volte superiore al necessario per completare il molo esistente. I nostri tecnici hanno fatto degli accertamenti sul lato Catania e nessuna ditta andrebbe a fare un investimento del genere ll, perché i costi sarebbero troppo esorbitanti e i fondali sono particolarmente profondi. Come si può pensare di volerci fare rinunciare a una svolta alla quale siamo vicini dopo 40 anni? «Ribadisco tuttavia - aggiunge Lo Turco - la volontà di una collaborazione con Taormina sulla base di quelli che erano stati gli intendimenti che avevamo discusso nei mesi scorsi con Mauro Passalacqua , ovvero la realizzazione di una nostra struttura fissa, grande, a Naxos e una invece loro, più piccola, al confine tra i due comuni, con 330 posti barca da noi e circa 200 a Taormina, raggiungendo insieme i circa 500 posti barca complessivi per il comprensorio. Per me quell'accordo rimane valido». «Non abbiamo avuto neanche il tempo di brindare per il porto - si legge in una nota a firma di Franco Barberio e Carmelo Carnabuci (coordinamento Pdl di Giardini) -e da più parti arrivano dinieghi e proteste. Ci ha sorpreso e indignato, ad esempio, l'intervento dell'assessore taorminese Antonella Garipoli. Un porto turistico anche se sito a Giardini porterebbe beneficio anche e soprattutto a Taormina e al comprensorio. I "feudi" non esistono più. Se per politica comprensoriale si intende che Taormina può è deve fare tutto ciò che vuole non è una strada percorribile, e non crediamo che Giardini debba essere il luogo depositario degli scarichi fognari di Taormina. Vogliamo lo sviluppo economico, ed il porto è un'opera determinante. Il "campanilismo" non giova a nessuno. Politici e cittadini di tutto il comprensorio cambino atteggiamento: da soli non si va da nessuna parte. La direzione generale dei Beni Culturali invita tutte le Sovrintendenze a vigilare sul rispetto delle norme, ma il porto di Giardini esiste da più di 50 anni e quindi si tratta di un completamento dell'opera e non di un porto di nuova costruzione. Le dichiarazioni degli assessori Sparma (Territorio) e Venturi (Attività produttive) vanno nella giusta direzione, tenendo conto della crisi economica che sta affrontando Giardini e la Sicilia».