centro storico Zambuto : «Sono pronto a farmi denunciare» Mercoledì 15 Giugno 2011 Prima Agrigento, pagina 29 e-mail print Il sindaco Marco Zambuto ha dichiarato di essere pronto a farsi denunciare pur di portare avanti il progetto per la messa in sicurezza dell'ex Itria che non viene condiviso dalla Soprintendenza. Quest'ultima gli contesta un eccesso di demolizioni dell'edificio ormai cadente. Ravanà31 15062011 «Pronto a farmi denunciare» "Mi assumo tutte le responsabilità e procederò alla demolizione dell'ex chiesa dell'Itria, a costo di incorrere a denunce. La vita delle persone vale più di ogni cosa". E' stata questa la reazione del sindaco Marco Zambuto, dopo aver appreso nel primo pomeriggio di ieri, della bocciatura del progetto, redatto dai tecnici dell'Utc di Agrigento, per gli interventi finalizzati alla messa in sicurezza dell'antico edificio abbandonato e pericolante in via Duomo. L'elaborato consegnato nei giorni scorsi, non ha avuto il benestare della Soprintendenza ai Beni culturali. In poche righe si intima al Comune di Agrigento di non procedere a nessuna opera di abbattimento, per conservare interamente l'immobile, essendo lo stesso, bene monumentale. Il parere della Soprintendenza appare abbastanza chiaro: occorre riproporre il progetto in termini di recupero dell'edificio. «Visto le pessime condizioni in cui si trova il fabbricato, per mantenere la sua conservazione, servirebbero costi altissimi che non abbiamo - ha dichiarato amareggiato il primo cittadino - dell'ex chiesa dell'Itria sono rimaste in piedi solo alcuni muri pericolanti e pericolosi, per l'incolumità dei cittadini. Io lo scorso mese di maggio mi sono assunto la responsabilità di non chiudere completamente la strada di via Duomo. Vi lascio immaginare cosa sarebbe successo se non avessi preso questa decisione: centro storico isolato e da chiudere, ma ancora più grave si doveva evacuare tutta la zona. La Soprintendenza ora dice, che bisogna salvare l'edificio. Io mi chiedo se la vita delle persone vale poco o niente rispetto a quattro pareti, che da un momento all'altro potrebbero anche venire giù. In pratica un vecchio rudere conta più dei cittadini. E bene mi assumo tutte le mie responsabilità, e nei prossimi giorni, con o senza il nullaosta della Soprintendenza darò il via libera alle opere di demolizione, a rischio, e lo voglio ribadire ancora una volta, di essere denunciato. Si è arrivati a questo punto - conclude Zambuto - dopo che una sentenza ha bloccato il progetto che prevedeva la costruzione di un albergo ». Sempre sull'emergenza centro storico, ieri mattina il primo cittadino è ritornato a parlare dei mancato arrivo dei fondi, malgrado le promesse che gli erano state fatte all'indomani del crollo di palazzo Lo Jacono. Incontrando i giornalisti per fare il punto della situazione, Zambuto ha espresso tutta la sua delusione, « siamo stati lasciati soli, senza aiuti da nessuno - ha spiegato - l'altro ieri ho conferito l'incarico all'architetto Gaetano Greco, che avrà il compito di preparare un progetto esecutivo per gli interventi di messa in sicurezza da mettere in atto e subito dopo procedere alla rimozione delle macerie del palazzo Lo Jacono. Penso che nell'arco di otto o al massimo dieci giorni, si possa presentare il progetto alla Soprintendenza e al Genio civile. La speranza è di non ricevere altre porte sbattute in faccia ». Zambuto mette, come si suol dire in queste circostanze, le mani avanti. Se ritardi ci saranno, è quello che intende dire, non sono addebitabili a lui. « Dopo due mesi e tanti proclami - ha poi proseguito - siamo costretti ad intervenire da soli. Per poter affrontare la rimozione delle macerie saranno necessari dei fondi, circa 300 mila euro, che usciranno dal capitolo di anticipazione del bilancio. In questi anni abbiamo sempre lavorato, ma stiamo ancora aspettando, che le promesse, che ci sono state fatte, possano diventare tali, altrimenti la situazione non potrà che peggiorare ». Antonino Ravanà
SICILIA - Il sindaco Zambuto non si sente di accettare le limitazioni della Soprintendenza
Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha dichiarato di essere pronto a farsi denunciare per portare avanti il progetto di messa in sicurezza dell'ex Itria, nonostante la bocciatura della Soprintendenza ai Beni culturali. La Soprintendenza ha contestato un eccesso di demolizioni dell'edificio ormai cadente. Zambuto ha affermato che la vita delle persone vale più di ogni cosa e che è pronto a procedere con la demolizione, a costo di incorrere a denunce. Ha anche espresso delusione per il mancato arrivo dei fondi per il centro storico e ha annunciato di presentare un nuovo progetto esecutivo per gli interventi di messa in sicurezza. Il progetto richiederebbe circa 300 mila euro.
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