A Villa Blanc ci sono i gatti, una colonia, e un avviso sul cancello chiuso da una catena arrugginita: attenzione pericolo di crolli. Loro, i felini, del cartello non si curano. Per gli abitanti di via Nomentana, invece, è sempre lì a guardia del degrado. Vogliono Villa Blanc bella com'era una volta, come quando negli anni Sessanta i ragazzini giocavano rincorrendosi tra gli alberi. Non vogliono la discarica che è oggi, non vogliono più vedere l'ex casa del custode e gli altri piccoli villini liberty ricoperti da una ragnatela di crepe, dormitori di chi si intrufola dalla rete e passa la notte lì tra infissi "sgarrupati". E fuori, divani abbandonati e montagne di immondizia e "toilette" a cielo aperto. Ieri, abbiamo percorso i sentieri, tra funghi, erbacce e piante secolari c'era la carcassa di un motorino, un computer fracassato e grovigli di buste di plastica. Ancora, abiti abbandonati e quel che resta di bivacchi e panni stesi di chi nonostante tutto, è costretto a vivere lì. E nessuno glielo impedisce. Quella di Villa Blanc, cinque ettari fitti fitti di lecci e palme sulla Nomentana all'altezza di via Asmara è una storia tormenta e senza fine.«Non è mai stata comunale racconta Orlando Corsetti presidente della III circoscrizione Fu fatta costruire dal barone Alfredo Blanc, ministro degli esteri nel governo Crispi e fu realizzata da Giacomo Boni nel 1897". Dopo vari passaggi di proprietà (cercò di acquistarla anche l'Ambasciata tedesca nel '73 ma voleva buttar giù tutto) è oggi della Luiss. L'Università privata voleva farci un Campus, aveva già ì lavori per il rifacimento del tetto della villa principalequella con la torre e una splendida terrazza in ferro battutoma poi ci ha ripensato. Ci ha ripensato e vorrebbe cederla al Comune grazie alle richieste dei comitati di quartiere, all'interessamento dei sindaci capitolini da Rutelli a Veltroni e alla cessione da parte del Campidoglio di un terreno di 16 mila ettari alla Magliana. Soluzione plaudita da tutti, ma che è ancora per aria. L' altro ieri il sindaco di Roma e il presidente di Confindustria Luca Corderò di Montezemolo si sono incontrali: la sorte di Villa Blanc è stato uno degli argomenti affrontati, ma non ci sono stati passi avanti. Passi avanti però li fa il degrado. E la gente del quartiere si mobilita. Il "Comitato Villa Blanc" si è formato spontaneamente tre anni fa ha già raccolto 2200 firme per ridare dignità a questo polmone verde della terza circoscrizione. E chiede notizie sullo stato della trattativa per il passaggio della proprietà. «Passaggiodice il comitato annunciato nel 2002 e del quale non si hanno più informazioni dal marzo scorso». Anche Nina De Angelis, vuole sapere come andrà a finire. E' la vedova di Pietro De Angelis, scultore. L'atelier del marito è proprio dentro villa Blanc, l'unica casetta ancora intatta che lei cerca di mantenere con i soldi della pensione. Del complesso è l'angelo custode: qualche tempo fa ha bloccato e mandato via un balordo, voleva accendere un fuoco. Ed è la memoria storica. «Sono trent'anni che mi batto per salvarla ho persino mandato una lettera al presidente Ciampi. Lo devo a questo posto incantato, romantico e fuori dal mondo pur dentro Roma. E lo devo a mio marito che lo amava da impazzire».
Il tramonto di Villa Blanc
A Villa Blanc, un complesso di cinque ettari sulla Nomentana, è presente una colonia di gatti e un avviso sul cancello per il pericolo di crolli. Gli abitanti del quartiere vogliono la villa restaurata e pulita, come era negli anni Sessanta. Il complesso è stato costruito nel 1897 e ha cambiato proprietario diversi volte. L'Università privata Luiss ha iniziato a lavorare al rifacimento del tetto, ma poi ha deciso di cederla al Comune. Tuttavia, la trattativa è ancora in corso e il degrado continua. Il "Comitato Villa Blanc" si è formato per mobilitare la gente del quartiere e ha raccolto 2200 firme per la restituzione della dignità al complesso.
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