Limpresa che esegue i lavori sarebbe inadeguata, si pensa a unaltra gara Il rischio di un lungo stop 14 anni dopo il rogo nella Cappella del Guarini La notizia, circondata da grande riserbo, arriva dalla Direzione regionale per i beni culturali, dove nessuno - dal direttore Mario Turetta, al responsabile unico di procedimento, larchitetto Gennaro Napoli, che è successo allex soprintendente Gianni Bozzo - nasconde la preoccupazione. Poche parole, che suonano più o meno così: «Non possiamo ancora dire niente di sicuro, ma le previsioni non sono buone. Abbiamo interessato della questione lAvvocatura dello Stato, che a breve dovrebbe pronunciarsi». Oggetto del malumore, e dei timori per le sorti del cantiere, è limpresa Corit Spa, cui è stato assegnato lappalto nel giugno dello scorso anno, per un importo di poco superiore ai nove milioni di euro. Unimpresa di Napoli, specializzata nel restauro dei beni culturali e nellimpiego di nuove tecnologie, che ha operato soprattutto in Campania (dal Museo di Capodimonte alla Reggia di Caserta, al Museo Archeologico di Paestum), Lazio e Puglie, ma alla prima volta per quanto riguarda il raffinato barocco piemontese. Alla base di questo affidamento, una complicata gara, lanciata nellagosto del 2008, che aveva subito una lunga battuta darresto per i ricorsi presentati da una delle ditte escluse, poi rigettati dal Consiglio di Stato. Con la conseguente apertura del nuovo cantiere (quello precedente, ormai concluso, aveva riguardato per lo più il consolidamento di tutte le superfici, in modo da renderle idonee a ricevere le finiture) per la riabilitazione strutturale delledificio, in cui si doveva tra laltro ricollocare i "conci" del marmo bigio di Frabosa, sostituire le colonne e le parti strutturali, provvedere al restauro conservativo riutilizzando le parti e i frammenti "salvati" dal rogo e schedati a uno a uno da pazienti restauratori. Si era parlato, al momento del riavvio dei lavori, anche di un monitoraggio continuo del cantiere attraverso sofisticate tecnologie messe a punto con il Politecnico, per garantire al meglio la sicurezza, si era incominciata a intravedere intanto quella fine dei lavori già più volte preannunciata, da ultimo proprio per questanno, in vista dei 150 anni dellUnità. Adesso cè chi dice che segnali di difficoltà si erano intravisti già da subito, nonostante laccuratezza con cui si era affidato il delicato incarico, in seguito al parere di una commissione cui era preposta lallora direttrice dei beni culturali Liliana Pittarello. Pare ora che la ditta vincitrice abbia rivelato inadeguatezze e che si stia aprendo un contenzioso: «Sentiremo il parere dellAvvocatura di Stato, come sempre conviene quando una ditta non si rivela allaltezza delle aspettative - dicono dagli uffici di piazza San Giovanni, sede della Direzione regionale dei beni culturali. - Se ci verrà consigliato di sciogliere laccordo, occorrerà rifare la gara». A giorni dunque ci sarà il responso. I cittadini sapranno così se potranno di nuovo varcare in tempi ragionevoli lingresso della cappella, o se, a 14 anni dallincendio, occorrerà attendere ancora.
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La Direzione regionale per i beni culturali ha espresso preoccupazioni sulla performance di Corit Spa, impresa assegnata il 2008 per il restauro della Cappella del Guarini. La gara era stata lanciata dopo una lunga battuta d'arresto per i ricorsi presentati da altre ditte escluse. La preoccupazione è che Corit Spa non sia all'altezza delle aspettative, e che si stia aprendo un contenzioso. L'Avvocatura dello Stato dovrebbe pronunciarsi a breve, e se si consiglia di sciogliere l'accordo, occorrerà rifare la gara. La Cappella del Guarini è stata colpita da un incendio 14 anni fa, e il restauro è stato programmato per questo periodo.
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