Linvito di don Antonio Loffredo Il presidente Graziano: basta elemosine, siamo pronti ad aprire una grande stagione di contenzioso "Non chiediamo commesse garantite, incentivi a pioggia e contentini" Gli imprenditori tiepidi sul termovalorizzatore "Ma disponibili a collaborare" «sviluppo, sviluppo, sviluppo», lo dice tre volte, con enfasi il leader degli industriali di Napoli, Paolo Graziano. La platea, con il presidente Napolitano in prima fila, risponde con un tributo di applausi. «È venuto il momento di fare», dice, «presidente, le sue parole mi hanno sollecitato a lavorare per Napoli». Punta sui giovani, «la nostra priorità. Faremo di tutto, farò di tutto per farli tornare. È il mio impegno personale, signor presidente». Gli industriali danno la sveglia alla politica. «Scuola, formazione, lotta alla criminalità: terreni che esigono più Stato, più investimenti, azioni più risolute e incisive». In sala tra gli altri il dimissionario ad dellAsìa, Daniele Fortini, il pm Pino Narducci, neo assessore comunale che riceve labbraccio del procuratore Giandomenico Lepore, il patron dellaeroporto di Capodichino, Vito Gamberale, il nuovo arrivato tra i vicepresidenti dellUnione, Massimo Sarmi, ad delle Poste italiane, il rettore Raimondo Pasquino, ex candidato sindaco del Terzo Polo. «Lanciamo un forte avviso ai naviganti, ai nostri interlocutori locali e nazionali», incalza Graziano, «siamo pronti ad aprire una grande stagione di contenzioso». La richiesta è migliorare la qualità della spesa pubblica. «La Fincantieri di Castellammare sarebbe un caso emblematico in questo senso. E poi la Fiat, io sto dalla parte di Marchionne. In tema di concorrenza mondiale oggi tutti pagano dazio. Non chiediamo commesse garantite, incentivi a pioggia, elemosine né contentini una tantum. Vogliamo un Mezzogiorno più business friendly». Conciliare rigore e sviluppo, mettere a sistema gli investimenti per il Mezzogiorno anche attraverso il Piano Sud, realizzare una Banca meridionale, indirizzare la spesa dei fondi europei, ripensare la fiscalità. «Ora però vogliamo vedere le carte», chiarisce Graziano. A cominciare dai rifiuti, con gli industriali tiepidi sul termovalorizzatore in città. «Abbiamo offerto la disponibilità allAsìa per la messa in funzione del sito di compostaggio di Caivano, precondizione per avviare un ciclo integrato industriale». Ancora i giovani, con «la voglia emersa dalle elezioni di partecipare alla costruzione del futuro di Napoli. Forse è unultima chiamata anche per noi e non possiamo fallire». Le aziende, sostiene, sono pronte ad investire e rischiare. In un video i progetti: Naplest, porto, aeroporto, Pompei e il distretto archeologico vesuviano, Forum delle culture, Coppa America, Napoli digitale, lo Smart inclusion dellospedale Pausilipon. Su Bagnoli, per Graziano bisogna accelerare. «Le istituzioni siano garanti dellagibilità amministrativa e istituzionale». Il presidente Napolitano chiede copia dei progetti. Annota: «Sono fiducioso che Coppa America si possa realizzare». Sullo sfondo la crisi economica della Campania che oggi Bankitalia sfodera con dati nudi e crudi. E i risultati dellindagine dellIpsos di Pagnoncelli "Napoli vista dai napoletani". Insoddisfazione per la qualità della vita (84 per cento), il 62 per cento afferma che è peggiorata. Due terzi degli intervistati denunciano la mancanza di «una progettualità credibile da parte delle istituzioni e la capacità di pianificare», l88 per cento boccia la classe politica napoletana. Napoli è il territorio delle occasioni mancate, grida vendetta per le opportunità non sfruttate. Risorsa principe: il turismo. «Nei giovani cè voglia di riscatto», conclude Pagnoncelli, «il 62 per cento è ottimista sul futuro». Compito delle istituzioni: «Non spegnere questa speranza».
NAPOLI - Gli industriali suonano la sveglia alla politica "Scuola, formazione e lotta alla criminalità"
Il presidente della Camera, Antonio Loffredo, ha invitato gli industriali napoletani a collaborare con le istituzioni per sviluppare la città. Graziano ha affermato che gli imprenditori sono pronti ad investire e rischiare, ma chiede che le istituzioni garantiscono l'agibilità amministrativa e istituzionale. Ha lanciato un avviso ai naviganti e agli interlocutori locali e nazionali che siamo pronti ad aprire una grande stagione di contenzioso per migliorare la qualità della spesa pubblica. Graziano ha menzionato la Fincantieri di Castellammare e la Fiat come esempi di come si possa migliorare la qualità della spesa pubblica.
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