Discuterà con il ministero lipotesi di porre un vincolo nellarea adiacente al simbolo della città la soprintendente per i Beni Architettonici, Luisa Papotti, vola a Roma per discutere con il ministero cosa fare nellarea attorno alla Mole. E soprattutto per analizzare il progetto del nuovo palazzo che dovrebbe sorgere sui terreni ceduti dal Comune di Torino, in via Riberi angolo via Ferrari. «È necessario o meno mettere un vincolo nellarea limitrofa al simbolo della città?». Sarà questo il tema del rendez vous romano. La soprintendente ha messo anche in agenda un incontro con il neo assessore allUrbanistica della giunta Fassino, Ilda Curti, per affrontare la questione. Dovrebbe essere venerdì, a meno di slittamenti per avere prima un quadro chiaro da parte del ministero. Il progetto, messo a punto dallo studio di architettura «Negozio Blu», prevede la costruzione di un palazzo di sette piani a pochi metri di distanza dalla Mole Antonelliana. Il tutto attraverso una variante che non è stata ancora approvata in via definitiva dalla Sala Rossa, così come non è ancora stata regolarizzata la vendita del vecchio edificio da parte del Comune. Struttura che verrà abbattuta. Nel periodo di interregno tra la vecchia amministrazione e la nuova si erano fatte diverse ipotesi, dalla riduzione a cinque piani, eliminando però la vista piena della Mole da via SantOttavio, ad un vincolo che impedirebbe qualsiasi trasformazione. Il comitato "Salviamo La Mole" continua la sua battaglia per evitare che ledificio sorga "oscurando" la vista del simbolo di Torino. E a giorni presenteranno una petizione a Palazzo Civico con lobiettivo di coinvolgere la Sala Rossa. Non solo, vogliono incontrare Mario Turetta, il direttore regionale dei Beni Architettonici. Il pressing, ad ogni livello, è molto. Anche lassessore allUrbanistica, Curti, vuole ascoltare le ragioni del comitato, anche se ricorda che «la soprintendenza ha già inviato un suo parere positivo sul progetto, anzi le indicazioni della soprintendenza sono state utilizzate per studiare la trasformazione definitiva di via Riberi».