Il museo la domenica non apre, il soprintendente Ficacci lancia lallarme Laltro ieri, domenica, la Pinacoteca nazionale era chiusa. E si legge sul suo sito che rimarrà chiusa tutti i giorni festivi di questa estate, fino a settembre. Non è detto però che andrà così: quando sarà chiusa o aperta, sostiene di non saperlo neppure il soprintendente al patrimonio artistico di Bologna nonché direttore della Pinacoteca stessa, Luigi Ficacci. «Certo, non posso dirlo con certezza - risponde infatti -, ma è possibile che pure nelle prossime domeniche la Pinacoteca resti chiusa. Lapertura è legata ad un complesso meccanismo tecnico-amministrativo che varia fino allultimo minuto. Daltra parte la vera notizia è che un museo riesca a tenere aperto, con finanziamenti limitatissimi e carenza endemica del personale». Bolognesi e turisti che punteranno sul museo di via Belle Arti, curiosi di vedervi i capolavori emiliani lì custoditi, non sapranno se ci troveranno porte aperte o no. «Non è un problema solo nostro - si schermisce Ficacci -, ma una situazione comune a tanti musei statali italiani. Per legge il personale non può superare il 30 di presenze festive e basta una malattia o un imprevisto perché manchi il numero necessario per tenere aperte le sale. Da mesi abbiamo segnalato il problema». Un problema annoso, in passato contenuto con vari correttivi: volontari dentro i musei e deroghe al limite del 30. «Questultima possibilità deriva da incentivi basati su accordi tra sindacati nazionali e ufficio centrale del Ministero: un museo non ha autonomia di contrattazione. Gli altri anni questaccordo arrivava, stavolta non si sa. Né possiamo più servirci di volontari, perché hanno un costo, benché minimo. Potremmo godere di fondi compensativi ma serviranno per le bollette allEnel e sventare il rischio, già corso in passato, che ci taglino la luce». Infine, anche nei giorni dapertura non ci sarà il bookshop, chiuso da tempo. (paola naldi)