Ricostruire e valorizzare il passato. È quanto le aziende della provincia di Treviso iniziano a fare, dimostrando come, attraverso il prodotto, ogni realtà sia anche testimone del proprio tempo e custode della memoria storica di progetti, tecnologie e materiali. «La nostra associazione spiega Maurizio Galluzzo, consigliere incaricato Education e Rapporti con la scuola di Unindustria Treviso sta lavorando da molto tempo sui temi del territorio e della cultura. Negli ultimi mesi si è messo l'accento sul fatto che l'imprenditore, per il suo duplice ruolo sociale ed economico, può essere un soggetto culturalmente attivo. In questo momento vogliamo prestare una maggiore attenzione al patrimonio di conoscenze che stanno attorno al prodotto piuttosto che al prodotto stesso». Per avere la piena consapevolezza di quanto le aziende della provincia abbiano costruito da un punto di vista culturale nell'ultimo secolo, Unindustria Treviso ha avviato un'indagine tra i soci per censire le diverse proposte, non solo musei d'impresa organizzati e aperti al pubblico come il Museo della ceramica di cotto Veneto o il Museo del carattere e della tipografia a Cornuda, ma anche collezioni aziendali, archivi, biblioteche e raccolte di prodotti. Quello che emerge dai primi risultati di questa mappatura è un panorama molto variegato, fatto di realtà ancora poco conosciute e talvolta ignote, custodi, però, di grandi potenziali. È il caso dello stabilimento della H.Krull C. di Treviso, edificio che testimonia centrotrentacinque anni di storia e che peraltro contiene l'archivio completo del marchio Acca Kappa. Raccolte di prodotti ugualmente significative sono state individuate nel lanificio Lane Bottoli di Vittorio Veneto e presso l'azienda Liberti di Castelfranco Veneto che dal 1972 dedica uno spazio interno alle sue corsetterie, a modelli e pubblicità. «Come storico dell'arte commenta Eugenio Manzato, che ha curato insieme ad Alberto Prandi la parte scientifica del progetto "Cultura di marca" sono convinto che il prodotto industriale sia un documento del suo tempo e per questo vada conservato come si fa per tutti i documenti di un'epoca. Credo che gli imprenditori debbano essere incoraggiati affinchè non si perda la memoria di un patrimonio di esperienza e aiutati a valorizzare al meglio le proprie raccolte personali». L'indagine, in effetti, ha messo in evidenza anche un campione di collezioni private: gli antichi trattati di architettura di Giampiero Serena, i vetri di Murano destinati alle ambientazioni dell'azienda Arrex 1 o apparecchi radio d'epoca conservati presso la Throna di Zero Branco. Il primo passo verso il censimento e la conservazione è dunque stato fatto, ma quali sono le prospettive per uno sviluppo futuro dei musei d'im presa nel Trevigiano? «Quello del turismo è un tema strategico per la nostra provincia continua Galluzzo ma non abbiamo in mente per questi musei un visitatore estemporaneo, bensì vorremmo poter raccontare una storia seguendo alcuni filoni, costruendo percorsi pensati, per esempio, per i giovani che si vogliono formare in un dato settore». Vanno in questa direzione anche due corsi di formazione post-laurea finanziati dalla Regione e promossi dall'Unindustria trevigiana: il primo per operatore museale, il secondo per professionisti esperti nella riprogettazione di aree industriali dismesse. Recupero e valorizzazione dei siti, razionalizzazione degli archivi d'impresa e delle collezioni, creazione di uno spazio espositivo, apertura al pubblico: la storia recente delle Grafiche Antiga di Cornuda prova come questo percorso a ritroso nella conservazione della memoria industriale sia realizzabile. L'azienda sostiene una fondazione che ha dato vita, all'interno di un canapificio ristrutturato, al Museo del carattere e della tipografia, che testimonia come tecniche e metodi superati insieme a materiali e oggetti fuori produzione siano conseguenza di una naturale evoluzione, non cosa morta, e ricorda quali sono le potenzialità espressive offerte e ancora da offrire. Il progetto L'iniziativa di Unindustria Treviso per censire le proposte culturali delle imprese Il sondaggio. Nell'ambito del progetto "Cultura di marca", Unindustria Treviso ha inviato alle circa 2.500 aziende associate una lettera e un questionario per una pròna indagine sulle proposte culturali delle imprese che operano In provincia. Hanno risposto finora un centinaio di aziende, una trentina delle quali si sono rivelate realtà interessanti perché sede di veri e propri musei d'impresa o custodi di raccolte aziendali, archivi, biblioteche, collezioni. Ad oggi, Unindustria Treviso ha contattato quattordici di queste trenta aziende ed effettuato sopralluoghi al fine di incoraggiare la piena valorizzazione di questi patrimoni.
Raccolte e biblioteche custodiscono un tesoro
Unindustria Treviso sta lavorando per valorizzare il patrimonio culturale delle aziende della provincia di Treviso. L'associazione ha avviato un'indagine per censire le diverse proposte di musei d'impresa e collezioni aziendali, archivi, biblioteche e raccolte di prodotti. I risultati hanno messo in evidenza un panorama variegato, con realtà ancora poco conosciute e talvolta ignote, che custodiscono grandi potenziali. Le aziende che hanno risposto al sondaggio hanno mostrato interesse per la valorizzazione dei propri patrimoni culturali. Unindustria Treviso sta lavorando per incoraggiare le aziende a valorizzare questi patrimoni e a creare percorsi espositivi per i visitatori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo