Riscontrate presunte irregolarità nei lavori di ristrutturazione Continuano senza sosta le operazioni della tenenza della Guardia di finanza di Sant'Agata Militello, in particolare quelle finalizzate a contrastare gli abusi edilizi. Dopo il sequestro di circa 1400 chilogrammi di prodotti alimentari scaduti, con etichette contraffatte, di un tendone da circo e di un terreno adibito a discarica illegale di materiale edile adiacente un cantiere dove si stanno realizzando delle villette schiera, i militari, coordinati dal tenente Felice Salsano, hanno messo sotto chiave "Palazzo Faraci", edificio storico situato nella centrale via Medici, che si affaccia lateralmente su via Pace, nei pressi del Municipio di Sant'Agata Militello. Da qualche anno, nella sola parte prospiciente via Medici, erano stati avviati dei lavori di ristrutturazione al primo e secondo piano. A seguito di accurate indagini, le Fiamme gialle avrebbero rilevato difformità rispetto all'autorizzazione amministrativa e che l'originaria struttura muraria sarebbe stata "caricata" da colate di cemento. Al cantiere sono stati apposti i sigilli e ora tocca alla procura della Repubblica di Patti fare luce sulla vicenda. In prima battuta gli inquirenti dovranno stabilire se convalidare il sequestro probatorio. Probabile, inoltre che a breve alcune persone siano iscritte nel registro degli indagati. Il progetto di recupero e riqualificazione dell'intero "Palazzo Faraci", che si affaccia sulle vie Medici, Pace e Alfieri, prevede la realizzazione di un complesso polifunzionale a uso residenziale e da destinare a uffici e attività commerciali, una piazzetta interna pedonale, spazi a verde con accesso pedonale da via Medici n. 233. La parte posta sotto sequestro è soltanto quella che si affaccia su via Medici mentre quella retrostante non è interessata dal provvedimento. Si tratta del secondo sequestro di un immobile in corso di costruzione che viene effettuato nel centro santagatese. Qualche mese addietro i carabinieri della compagnia di Sant'Agata Militello, agendo su esposto apocrifo, effettuarono il sequestro preventivo di un cantiere in zona Cannamelata, su un terreno limitrofo all'omonimo torrente. Il gip del tribunale di Patti, Maria Pina Scolaro, in quell'occasione ha convalidato il sequestro preventivo ed emesso dieci avvisi di garanzia a proprietari, tecnici e impresa, per aver eseguito in concorso tra loro, un immobile senza il nulla osta dell'ufficio del Genio civile di Messina, in relazione al Piano di assetto idrogeologico necessario per l'approvazione della variante e anche per avere eseguito l'opera in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, senza la preventiva autorizzazione della Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali. Gli interessati hanno presentato ricorso al tribunale del riesame mentre l'impresa, difesa dall'avv. Giuseppe Mancuso, ha ottenuto dal magistrato il via libera a recuperare le attrezzature del cantiere per poter lavorare altrove.