Il Teatro Farnese di Parma fu costruito nel 1617 dall'architetto Giovan Battista Aleotti. Il sovrintendente del Regio di Parma Mauro Meli: «Oggi festeggiamo questa riapertura, è il coronamento di un sogno». Rammentando il titolo del film Tutto in una notte si potrebbe dire: Claudio Abbado e l'Orchestra Mozart con un incantevole concerto domenica hanno riaperto al pubblico il Teatro Farnese di Parma, una struttura di delirante bellezza destinata d'ora in avanti ad accogliere ulteriori serate e spettacoli musicali del Teatro Regio di Parma. Frutto della grandeur parmense dei Farnese, questo luogo delle meraviglie costruito nel 1617 dall'architetto Giovan Battista Aleotti è una bizzarra e incredibile chimera, animale mitico dalla doppia natura: del Barocco, la nascente età della rappresentazione, ha la forma teatrale, le gradinate, il palcoscenico; del crepuscolo del Rinascimento è lì ancora l'idea della festa dove è la corte che si mette in scena, quindi tra palcoscenico, platea e palazzo i confini sono labili, incerti. Ma soprattutto questo teatro interamente ligneo è uno di quei luoghi, tipicamente italiani, dove l'uomo si sente «centro». Forse addirittura centro dell'universo, di certo al centro dell'umanità. Ed è probabilmente questa ultima cosa ad aver colpito Claudio Abbado infilandoglisi nella testa come un chiodo quando 50 anni fa insegnava musica da camera al conservatorio di Parma e lo vide la prima volta: in quel teatro, nato per la festa di un ducal matrimonio e da dover essere subito smontato, ma sopravvissuto quattro secoli alla faccia dell'effimero, sì, proprio li dentro doveva riportare la musica. E alla fine c'è riuscito, ma alla sua maniera: perché poi, tra un concerto del Fai e un'esibizione di musica antica, qualcosa s'era pure fatto nel Teatro Farnese, ma sempre a inviti e un po' di nascosto: insomma, serate chiuse al normale pubblico pagante che invece domenica gremiva ogni spazio delle ripidissime gradinate. A loro Abbado ha offerto un impaginato di un classicismo bifronte, un po' come è la natura chimerica del Teatro Farnese: nella prima parte la Sinfonia Haffner e due Concerti, rispettivamente per oboe e il quinto per violino di Wolfgang Amadeus Mozart, dove il direttore fa spirare leggera l'umanità, la grazia e l'ironia dell'illuminismo. Nella seconda parte, con la Sinfonia Pastorale di Beethoven, arrivano sogni di una natura bucolica e talvolta tempestosa. Ricerca timbrica millimetrica, fraseggio da brivido, l'Orchestra Mozart in grandissima forma, l'eccellente apporto dei solisti, Lucas Navarro, oboe e la straordinaria Isabelle Faust al violino: lo conosciamo Abbado, eppure ci sorprende sempre. Il pubblico alla fine, tra applausi e ovazioni, è al fanatismo. L'idea di riaprire il Teatro Farnese a ulteriori spettacoli, spiega il sovrintendente del Regio di Parma Mauro Meli, che ha organizzato il concerto e voluto la riapertura, «deve ubbidire al criterio di eccezionalità e certo non al cartellone stagionale. La nostra intenzione sarebbe di utilizzarlo durante il Festival Verdi, già dal prossimo autunno, per l'esecuzione del Requiem diretto Temirkanov e anche per uno spettacolo, che abbia la caratteristica dell'eccezionalità e anche della leggerezza nelle scenografie, magari video o dipinte su tela. Oggi però festeggiamo: questa riapertura è il coronamento di un sogno». Sogno peraltro niente affatto scontato e impossibile senza la collaborazione con le sovrintendenze ai Beni Culturali della Regione Emilia Romagna e di Parma: un teatro secentesco è un oggetto storico complesso, delicato, con suoi peculiari bioritmi. Perché poi il Farnese con la sua acustica molto morbida, riverberata, suggestivamente scura e brunita, con uno stacco largo e altero tra il palcoscenico e le gradinate a strapiombo forse potrà non rispondere agli attuali criteri di spettacolo, ma promana un fascino fatale e irreparabile. Atmosfere che, in generale, raramente arrivano da strutture moderne, in un paese come il nostro dove di teatri e auditoria se ne costruiscono pochissimi e spesso sono pure fatti male: così tornare nei teatri storici sembra un atto dovuto, e forse perfino troppo obbligato.
PARMA - Riapre il Teatro Farnese di Parma e incanta il pubblico con Abbado
Il Teatro Farnese di Parma è stato riaperto al pubblico dopo 50 anni, grazie a un concerto di Claudio Abbado e l'Orchestra Mozart. Il teatro, costruito nel 1617, è un esempio di architettura barocca e ha una storia complessa. Il sovrintendente del Regio di Parma, Mauro Meli, ha organizzato il concerto e vuole utilizzare il teatro per ulteriori spettacoli, come il Festival Verdi. Il Teatro Farnese è un luogo unico, con un'acustica morbida e suggestiva, e il suo fascino è difficile da replicare con strutture moderne. La riapertura del teatro è considerata un evento importante e il concerto di Abbado è stato un successo.
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