«Le cose belle vanno fatte. Anche quando sembrano impossibili, non bisogna mai stancarsi di perseguirle». Claudio Abbado è radioso. Gli applausi e le grida d'entusiasmo che per oltre dieci minuti l'hanno festeggiato sono ancora nell'aria, impigliati nelle magnifiche arcate lignee del Farnese. Il teatro più bello del mondo. E non è uno slogan. «Fin dal primo momento che lo vidi, erano gli anni '60, insegnavo musica da camera al conservatorio di Parma, mi innamorai di questo luogo così magico racconta . E' da allora che avrei voluto tenere un concerto in questo straordinario teatro. Stasera ho realizzato un sogno». Un sogno lungo mezzo secolo culminato l'altra sera in un concerto irripetibile, indelebile nella memoria dei 1.500 fortunati spettatori e anche negli annali del Farnese. Alla guida della sua Orchestra Mozart, Abbado ha festeggiato il Farnese rinato dopo quasi tre secoli, la splendida gradinata di nuovo agibile al pubblico, con un gioioso quanto corposo programma: Mozart nella prima parte, la Sinfonia Haffner, il Concerto per oboe e orchestra in do maggiore (solista Lucas Macias Navarro), il Concerto n.5 per violino e orchestra (solista Isabelle Faust), nella seconda Beethoven, una Pastorale di emozionante nitore. Tre ore di grande musica, precedute in mattinata da una prova aperta per 1.000 giovani e coronate da due bis, il Concerto per violino e oboe BWV 1060 di Bach (eseguito anche a Segovia dove sabato Abbado ha ricevuto il Premio Don Juan de Borbón della musica) e la finale, festosa, Marcia in re maggiore K335 di Mozart. «In Italia ha aggiunto il direttore abbiamo un patrimonio culturale enorme, tuttavia non si fa molto per la cultura. Questo del Farnese è un bellissimo esempio di come si possa valorizzare a pieno quella nostra ricchezza. Auspico quindi che questo sia solo il primo di tanti progetti che potranno essere realizzati in questo luogo unico. Mi piace infine ricordare in questo felice momento l'energia della mia amica Giulia Maria Crespi, impegnata da anni con il Fai nella difesa e valorizzazione del nostro patrimonio architettonico, storico e paesaggistico. Il concerto di stasera è dedicato a lei. Quanto a me, spero di tornare presto a fare musica al Farnese con l'Orchestra Mozart». Un trionfo e una nuova promessa che ripagano gli sforzi dei tanti enti che si sono spesi nell'impresa, dal Teatro Regio al Comune, dalla Direzione regionale per i Beni Culturali alla Soprintendenza per il patrimonio artistico. «Un miracolo possibile grazie alla collaborazione di tutti riconosce la sovrintendente Giovanna Damiani . Compresi i vigili del fuoco che hanno messo il teatro in sicurezza, e vari sponsor privati. Italiani e anche no. Saranno dei giapponesi a completare il restauro, la pulizia del rivestimento ligneo». Tornato ai fasti originali, il Farnese, inaugurato nel 1628 in occasione delle nozze del duca Ottavio Farnese e Margherita de' Medici con Mercurio e Marte, musiche di Claudio Monteverdi, il teatro, apoteosi della grande macchina illusionistica barocca, fu utilizzato come tale solo altre otto volte. Abbandonato nel 1732, soppiantato dal Regio, lasciato andare in rovina, bombardato dagli alleati nel 1944, ricostruito negli anni '5o. Un destino tormentato, che forse dall'altra sera avrà una nuova svolta felice grazie a dei giovani musicisti e a un giovanissimo direttore di 77 anni, mai stanco di battersi per la musica e la bellezza.
PARMA - Il Farnese ritrova la magia Abbado: sogno realizzato. Successo per il maestro nel Teatro rinato dopo quasi tre secoli
Claudio Abbado ha tenuto un concerto irripetibile al Farnese, un teatro rinato dopo quasi tre secoli. La serata è stata caratterizzata da un programma gioioso e corposo, con musiche di Mozart e Beethoven. Il concerto è stato preceduto da una prova aperta per 1.000 giovani e ha avuto due bis. Abbado ha dedicato il concerto alla sua amica Giulia Maria Crespi, impegnata nella difesa e valorizzazione del patrimonio architettonico e storico del Farnese. Il concerto è stato possibile grazie alla collaborazione di molti enti e persone, tra cui il Teatro Regio, il Comune, la Direzione regionale per i Beni Culturali e la Soprintendenza per il patrimonio artistico.
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Bene culturale
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