Parte lo screening. Le linee piatte indicano la morte. Il tracciato assomiglia a quello di un elettrocardiogramma o della «macchina della verità». Dati che escono a getto continuo dalla stampante retta da un tecnico del Servizio Giardini. Responsi in tempo reale sulla salute degli alberi di Villa Borghese, ora finiti sotto stretta osservazione dopo l'incidente di domenica pomeriggio alla «Fontana oscura», dove una famiglia è stata travolta da un olmo ormai marcio. Ieri è scattato lo screening delle piante. Con il «Resistograph», lo strumento per verificare la resistenza del tronco, gli operatori hanno esaminato alcuni alberi: come un trapano, un robusto ago viene infilato nella corteccia e raggiunge l'interno della pianta. E il grafico sulla stampante ne registra le condizioni: linee ondulate significano tronco integro, linee piatte invece ne segnano la morte. «Vuol dire che il tronco è cavo, quindi l'albero è a rischio caduta e deve essere abbattuto», spiegano i tecnici. Da oggi sono previsti nuovi sopralluoghi sempre a Villa Borghese, nella parte di via dei Pupazzi, verso via Pinciana, poi l'indagine proseguirà in altri punti (nel parco ci sono 8mila alberi, con 3mila lecci, 1.500 pini), e forse in altri parchi: non si esclude che ci possano essere tronchi malati, o in «fase terminale», e quindi già dalle prossime ore si potrebbe procedere ai primi abbattimenti forzati. Dal 2008 operazioni di questo genere hanno già riguardato 2.800 piante di vario genere in tutta la città. Sia a causa di malattie e dell'anzianità delle piante, sia anche per il maltempo che, solo dall'inizio dell'anno, ha provocato tre trombe d'aria di varia intensità, costringendo i giardinieri anche a potature fuori stagione. Operazioni che, in qualche caso, hanno scatenato la reazione degli ambientalisti. «Ma ai cicli di monitoraggio ripetuti nel tempo e alle indagini strumentali - sottolineano dall'assessorato comunale all'Ambiente - sono stati associazioni anche programmi di riforestazione: nello stesso periodo sono stati piantati circa 8.300 alberi». Tuttavia il dramma sfiorato domenica scorsa, con due donne ricoverate in ospedale, ha lasciato il segno. «Il crollo del giovane olmo in via dei Pupazzi richiede la massima allerta da parte della Soprintendenza statale e di tutte le istituzioni, a vario titolo, responsabili della salvaguardia della villa storica e della pubblica incolumità - spiegano da Italia Nostra -. Il neo ministro Galan faccia sentire la sua autorevole voce per fermare una volta per tutte questo gioco al massacro di Villa Borghese. È più che evidente la necessità di predisporre subito un piano strategico straordinario di monitoraggio delle essenze, di individuazione delle criticità e di messa in sicurezza - aggiungono dall'associazione - e finalmente mettere in atto un progetto di restauro su tutti gli 8o ettari della villa storica. Fondi statali straordinari che non possono più ritardare».