Ci sono 2500 imprese francesi pronte a investire per il rilancio di Pompei: di fronte al presidente Napolitano parlerà anche di questo stamattina a Pozzuoli, all'assemblea dell'Unione Industriali di Napoli, il leader degli imprenditori napoletani Antonio Graziano. Graziano è pronto a illustrare la costituzione di un consorzio di 2500 aziende parigine, valore aggiunto del «nuovo» distretto archeologico di Pompei e dell'area vesuviana. Così gli industriali napoletani, affiancati da big nazionali come Diego Della Valle, spingeranno per un tavolo all'Unesco e un rilancio dell'antico sito, con una grande azione di «rigenerazione urbanistica, ricettiva e produttiva dell'intera area». Il progetto, già in avanzata fase di definizione, punta ad una stabilità di rapporti con gli enti locali coinvolti in prima persona, dalla Regione ai comuni della zona. Con un occhi speciale al coinvolgimento di giovani. Nando Santonastaso Per i giovani e con i giovani. Perché non c'è riscatto di Napoli e del Mezzogiorno senza farne il centro vero di ogni progetto di sviluppo. Nella sua relazione stamane all'assemblea dell'Unione industriali il Presidente Antonio Graziano richiamerà anche su questo tema il messaggio agli italiani di Giorgio Napolitano di fine 2010. Lo farà non solo per ribadire la piena sintonia con il Capo dello Stato, che lo ascolterà in prima fila nella sala dell'accademia dell'aeronautica militare di Pozzuoli chiamata ad ospitare il meeting, ma anche per assumere un impegno forte proprio davanti al primo cittadino della Repubblica: «Faremo di tutto come classe imprenditoriale, per far tornare a Napoli i giovani che negli anni sono stati costretti a lasciare la città». Almeno 250mila in tutto il Sud i ragazzi e le ragazze scolarizzati che tra il 1995 e il 2005 hanno fatto le valigie mettendosi alla ricerca di un'opportunità professionale in altre parti d'Italia o del mondo. Tanti, troppi per poter restare ancora indifferenti o rassegnati. Lo ha detto spesso Napolitano in questi mesi, e al monito lanciato dal Presidente il numero uno degli imprenditori partenopei risponde con parole chiare: «Farò di tutto per far tornare i talenti ai quali il Sud ha chiuso le porte in faccia e che, formatisi qui, stanno mettendo a frutto le proprie competenze altrove. Purtroppo non per scelta ma per bisogno». Un'assunzione di responsabilità coraggiosa ma anche obbligata. Da una scelta di fondo, intanto, quella di chi come l'attuale governance degli industriali vuole voltare pagina a tutti i costi, sfidando rassegnazione e degrado. Ma anche dalla volontà di compiere fino in fondo un dovere: ascoltare i messaggi che i giovani, anche in occasione delle ultime elezioni amministrative, hanno lanciato alle istituzioni, alla politica, agli imprenditori napoletani. Una voglia di protagonismo, sottolineerà Graziano, che va raccolta e sviluppata, al di là della retorica. Gli industriali napoletani l'hanno scoperta anche attraverso uno studio commissionato proprio sulle giovani generazioni e sul loro rapporto con la città di Napoli, e che verrà presentato durante l'assemblea. Dal risultato di questa indagine Graziano trae una conclusione scioccante ma decisiva: non c'è più tempo da perdere, siamo praticamente arrivati all'ultima chiamata. La relazione come compendio del lavoro svolto nei primi mesi di presidenza ma anche come agenda di lavoro a breve e medio termine. Graziano ha aperto l'Unione ai manager dei grandi gruppi interessati ad investire, almeno potenzialmente, sulla città e in settori strategici come le telecomunicazioni, i servizi, il trasporto ferroviario. E'stato aperto un canale privilegiato di confronto che appare fondamentale per costruire una credibile prospettiva di sviluppo e di rinascita di Napoli. Le emergenze vecchie e nuove, dalla criminalità ai rifiuti, non possono essere un'alibi per nessuno, ha detto più volte in questi mesi il presidente. Con regole chiare e impegni condivisi il riscatto di Napoli non sarà più una chimera. E la decisione di dedicare l'assemblea ai 150 anni dell'Unità d'Italia non può che ribadire un principio che è anche un monito: il Paese non può liberarsi del Mezzogiorno e di Napoli, specie se l'uno e l'altra faranno per intero la loro parte. Altro tema forte la compartecipazione degli industriali ad investimenti e piani di sviluppo che riguardano il potenziamento delle ricchezze culturali e storiche di cui il territorio è fin troppo ricco. E' la politica di valorizzazione dei giacimenti culturali che, per Napoli e per il Mezzogiorno (ma per tutta Italia) non può che significare il rilancio di Pompei. A dimostrazione dell'impegno concreto con il quale gli imprenditori della città intendono muoversi Graziano ricorderà alla platea il recente insediamento in sede Unesco a Parigi di un tavolo per Pompei al quale hanno garantito la loro partecipazioni il Ministero dei Beni Culturali e soprattutto un consorzio di 2500 aziende parigine che potrebbero rappresentare il valore aggiunto del «nuovo» distretto archeologico di Pompei e dell'area vesuviana. In sostanza gli industriali napoletani, affiancati tra l'altro da big dell'imprenditoria nazionale come Diego Della Valle, spingeranno per un nuovo management plan dell'antico sito, che dovrebbe tradursi in una grande azione di «rigenerazione urbanistica, ricettiva e produttiva dell'intera area». Il progetto, già in avanzata fase di definizione, punta ad una stabilità di rapporti con gli enti locali coinvolti, ovviamente, in prima persona, dalla Regione ai comuni della zona. Una stabilità istituzionale che diventa fondamentale per dare concreto seguito a tutte le iniziative in cantiere, spesso frenate in passato da sterili contrasti o palleggiamenti di responsabilità di cui anche la stampa internazionale ha dovuto occuparsi. Anche Pompei rappresenterà per gli industriali di Napoli una frontiera delicata ancorché stimolante della loro volontà di misurarsi con l'ansia di rinnovamento del territorio. Una sfida che potrebbe davvero assumere i significati della svolta tante volte annunciata ma quasi mai portata fino in fondo
CAMPANIA - 2500 imprese francesi pronte a investire per il rilancio di Pompei
Il presidente degli industriali napoletani, Antonio Graziano, parlerà a Pozzuoli di fronte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla possibilità di investimenti per il rilancio di Pompei. Graziano presenterà un consorzio di 2500 aziende parigine pronte a investire nel nuovo distretto archeologico di Pompei e nell'area vesuviana. Gli industriali napoletani chiederanno un tavolo all'Unesco e un rilancio dell'antico sito con una grande azione di rigenerazione urbanistica, ricettiva e produttiva dell'intera area.
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