EDILIZIA. Sul progetto si era sviluppato un braccio di ferro tra la Provincia e il Comune «Parere negativo per l'estraneità del manufatto al contesto rurale veneto che ha antiche orgini» La soprintendenza boccia la piscina di villa Curti. Non ci sarà né vasca né acqua nel giardino dell'agriturismo Ghislanzoni a Bertesina di proprietà di Lorenzo Curti. A scrivere la parola fine sulla tormentata questione, dopo le polemiche e gli scontri dei mesi scorsi tra Comune, Provincia e proprietario, sono gli uffici deputati al controllo e alla tutela dei beni architettonici e paesaggistici di Verona, Rovigo e Vicenza. Tramite una comunicazione fatta pervenire nei giorni scorsi al dipartimento territorio del Comune di Vicenza il soprintendente Gianna Gaudini ha espresso il parere negativo. IL PARERE. La piscina della discordia non si farà. «Il progetto, per l'estraneità del manufatto al contesto rurale che si sviluppa a margine della roggia Tribolo, comporta un'alterazione permanente del sito per l'estraneità dell'opera con i valori caratteristici del contesto paesaggistico agricolo di antica origine tipico della villa Veneta». Questa la motivazione che ha portato alla bocciatura della piscina e che tradotto in parole povere significa: «La costruzione è fuori luogo». La decisione della soprintendenza riporta quindi la questione indietro nel tempo. Quando cioè il Comune, in prima battuta, bloccò il progetto del proprietario Lorenzo Curti per la realizzazione di una piscina, nell'ambito di una ristrutturazione e apertura di un'azienda agrituristica, poiché contraria alle norme urbanistiche della Provincia. BRACCIO DI FERRO. Proprio da questa decisione scaturì lo scontro con la giunta Schneck che rispose: «La piscina si può fare, le norme sono state mal interpretate dal Comune». Il dibattito proseguì e Curti fece ricorso al Tar per sbloccare la situazione. Tra batti e ribatti e polemiche l'amministrazione comunale decise infine di adeguarsi all'interpretazione normativa della Provincia, ponendo però un vincolo: che la piscina, perché fosse di minor impatto possibile, riducesse la larghezza del bordo. Una volta trovato il punto d'accordo tra i due enti vennero inviate le carte alla soprintendenza. CONTRADDIZIONI. Ma la risposta - arrivata giusto qualche giorno fa - è stata negativa. «Risulta evidente - spiega il soprintendente Gianna Gaudini - una contraddizione tra le analisi dello stato dei luoghi e le valutazioni dell'effettivo impatto dell'opera sull'area a prato di pertinenza di edifici rurali annessi al complesso monumentale della villa. Tutto ciò non può essere risolto con la semplice prescrizione di riduzione dell'area pavimentata lungo il perimetro della piscina». NI.NE.