NOLA. I dipinti d'autore, si sa, sono un ottimo investimento, e numerosi collezionisti investono somme molto alte per assicurarsi quadri che possano crescere di valore nel tempo. Tutto questo lo sapeva anche una banda di falsari, i cui membri avevano messo su un'organizzazione pensata per creare dei finti capolavori da vedere poi a ignari e facoltosi acquirenti. Un business scoperto dai carabinieri del nucleo operativo di Nola e del nucleo tutela patrimonio culturale: sei persone sono state denunciate in stato di libertà. Alla base del giro di opere d'arte c'erano, naturalmente, due abili pittori: veri e propri «artisti» che erano in grado di produrre dipinti realizzati in modo stilisticamente perfetto. I quadri così realizzati venivano firmati con i nomi di famosi autori contemporanei, ed erano in grado di trarre in inganno anche degli esperti in materia. I falsari erano A.G., 69 anni, di Marcianise e G.L.. 51 anni, di Napoli. Il braccio operativo dell'organizzazione era invece costituito da altre quattro persone: A.P., 38 anni, di Portici, M.D.C., 50 anni, di Napoli, C.C.S., 40 anni, di Portici e U.A., 67 anni, di Napoli. La vena creativa dei due pittori reclutati dalla banda non era affatto modesta: i carabinieri infatti sono riusciti a rintracciare ben quarantuno dipinti che erano stati contraffatti e messi in commercio. Gli acquirenti, per quanto esperti, non si affidavano solo alla propria competenza, ma prima di portare a casa le opere chiedevano di vedere dei certificati di autenticità. Questo ovviamente non rappresentava un problema per il gruppo di falsari, che preparavano diligentemente, per ogni quadro, il certificato contraffatto che ne garantiva la provenienza. Gli acquirenti contattati dai membri del gruppo sono professionisti e imprenditori della zona, nessuno dei quali dubitava dell'originalità delle opere. La denuncia è partita da un avvocato del foro di Nola. Notevole il giro d'affari messo in piedi dai mercanti d'arte «taroccata»: il valore sul mercato dei dipinti sequestrati è complessivamente di 430mila euro, mentre gli indagati sono stati trovati in possesso di quattordici assegni bancari per un importo complessivo di 41 mila. Per tutti è stato aperto un fascicolo presso la Procura della Repubblica di Nola (pm Onorati): gli autori dei dipinti «donati» dovranno difendersi ora dall'accusa di contraffazione di opere d'arte in concorso. I venditori invece dovranno rispondere dei reati di truffa e riciclaggio continuati.