PER l'importanza dei ritrovamenti archeologici, Adriano La Regina ha tenuto a battesimo la prima apertura della Galleria Esperimenti di Alda Fendi. In questi giorni sta studiando una grossa iscrizione in greco, trovata durante gli scavi, che potrebbe rivelare delle novità sulla Basilica, su cui però mantiene il riserbo. Che valore hanno questi ritrovamenti? «Senz'altro notevole perché hanno consentito di sondare un'area mai scavata prima e che restituisce una porzione nuova della Basilica Ulpia al di sotto del camminamento stradate». È un caso clamoroso di quelli che capitano a Roma, con l'archeologia che salta fuori nelle cantine. Avviene spesso? «Roma ha tanti di questi posti ed è un filone che potrà continuare ad essere esplorato in particolare con l'aiuto dei privati che riescono a valorizzare i ritrovamenti». Spesso però i ritrovamenti restano inaccessibili al pubblico. «Non in questo caso: le visite saranno possibili, in un'area ben recuperata. Qualcosa di analogo si ebbe una ventina di anni fa con il ritrovamento dell'Orologio di Augusto a Campo Marzio. Vederlo è però molto difficile».