Larchitetto Antonio Monte: "In Puglia un patrimonio culturale ancora da valorizzare" E presto a Maglie Altamura e San Cesario tre progetti di musealizzazione ANTONIO DI GIACOMO Non più un patrimonio consegnato al degrado e allabbandono. Un altro domani, infatti, comincia a schiudersi per i tesori dellarcheologia industriale disseminati in Puglia. Dietro le quinte cè una sensibilità che, frutto di un dibattito avviato in Lombardia fra gli addetti ai lavori alla fine degli anni 70, raggiunge ora anche il Mezzogiorno e, soprattutto, il ministero per i Beni culturali e suoi organi periferici sul territorio. Lultimo frutto di tale processo è il recente riconoscimento come «monumento dinteresse storico e artistico» del magazzino sofisticazione sali "Pierluigi Nervi" nel cuore delle saline di Margherita di Savoia. A rivendicare limportanza dellacquisizione di questo status, che rappresenta la condizione preliminare per la conservazione di un bene, è larchitetto Antonio Monte, ricercatore allIstituto beni archeologici monumentali (Ibam) di Lecce. «Si tratta del primo magazzino sali progettato da Nervi che- spiega - ha rappresentato il modello per la realizzazione di altri quattro magazzini del sale, realizzati sempre per lazienda autonoma dei Monopoli dello Stato a Bologna, Tortona, Volterra e Porto Marghera». Un altro discorso, semmai, quale potrà essere la riconversione duso di questo spazio. «È un ambiente con dei volumi - chiarisce Monte - talmente ampi da poterne consentire, nel rispetto della sua identità architettonica, una vasta pluralità di utilizzi. Finora è stato impiegato come contenitore culturale, per mostre ad esempio, ma credo che la priorità adesso sia intervenire con un intervento di natura conservativa perché il magazzino Nervi, oggi in condizioni di avanzato degrado, sopravviva a futura memoria». Non si tratta, tuttavia, certo dellunico opificio industriale in Puglia a godere dello status di monumento dinteresse storico e artistico. Ad Altamura appena un mese fa il Comune ha acquisito dallAcquedotto pugliese lomonimo palazzo con annesso un serbatoio pensile che, nel 2009, era stato messo sotto vincolo dallo Stato. Un piccolo gioiello architettonico che, in scala ridotta, fatte salve le dovute proporzioni, «si può considerare - racconta Monte - una sorta di "fratello minore" del prestigioso palazzo dellAcquedotto a Bari, progettato peraltro dallo stesso ingegnere Cesare Brunetti». Diventerà un museo, nelle intenzioni dellamministrazione altamurana, al pari di quanto sta per accadere in altri due siti sotto vincolo come le ex distillerie De Giorgi, a San Cesario di Lecce, e il vecchio mobilificio dei fratelli Piccinno di Maglie, fornitori a suo tempo di Casa Savoia, dei palazzi pontifici e del Senato. Ne sa qualcosa proprio larchitetto Monte che, coordinatore pugliese dellassociazione italiana per il patrimonio archeologico industriale, si sta occupando del progetto di recupero e musealizzazione di entrambi gli opifici. «A San Cesario contiamo di realizzare nei prossimi anni - annuncia - un museo dellalcol, sarebbe il primo nel Mezzogiorno, mentre a Maglie, già entro la fine del 2012, lex mobilificio Piccinno sarà la sede del museo del patrimonio industriale di Terra dOtranto. Un territorio peraltro denso di testimonianze rilevanti, se pensiamo a luoghi come il mulino Scoppetta a Pulsano che, fortunatamente sotto tutela da dieci anni, è lunico impianto molitorio, almeno nel Sud, a conservare tutta una serie di macchinari antichi un secolo ormai».