Più sicurezza e bellezza per tutti «Sarà una cittadella dei giovani» Nostro inviato Ragusa. Forse il loro segreto è l'amore per questa terra. Silenzioso e orgoglioso, si tramanda di padre in figlio. E si materializza nello sguardo fulminante di ogni ragusano che si rispetti, quando "schiaffeggia" con gli occhi il turista che lascia cadere distrattamente il mozzicone di sigaretta a piazza Duomo. «Ma come - sembra dire - fai questo scempio nel salotto di casa mia?». Nessun alibi, nemmeno quello che sono le due del pomeriggio con trenta gradi all'ombra e il cestino più vicino sembra lontano quanto un'oasi dal suo deserto. Ed è proprio l'orgoglio "made in Ibla" il motore del prossimo decennio. Tutto quello che sta succedendo e che succederà nel centro storico di Ragusa è una questione per ragusani. E basta. Così, dopo lungaggini burocratiche, incarichi a professoroni e archistar e rallentamenti vari, c'è stata la svolta. «Il piano particolareggiato del centro storico? Ce lo facciamo noi, in casa», disse una mattina il sindaco Nello Dipasquale ai suoi collaboratori. E così l'Ufficio Centro storico cominciò il suo lungo lavoro. Due anni di certosina ricostruzione della mappa: 10 settori, 560 isolati, 8.500 unità edilizie ognuna delle quali catalogata in sette diverse categorie e 50 tipi di interventi possibili. «Conosciamo ogni angolo del nostro centro storico - afferma con una punta di orgoglio ibleo il dirigente Giorgio Colosi - e il nostro documento, fatto proprio dall'amministrazione con una delibera di Giunta, è stato approvato all'unanimità dal Consiglio comunale». È tutta una questione di allegati, di fotocopie e di buste. Le "scartoffie" del Piano particolareggiato stanno per partire. Destinazione Palermo, assessorato regionale al Territorio. E fra qualche tempo il futuro di Ragusa sarà già presente. «Abbiamo tracciato - spiega l'architetto Colosi -, in base alle linee-giuda assegnateci dall'amministrazione, lo sviluppo urbanistico, architettonico, economico e sociale del centro storico». Ma quale sarà il battito del cuore di Ragusa nei prossimi decenni? «Abbiamo immaginato un centro storico a misura di cittadino, con la riduzione delle auto, un piano parcheggi a "raggiera" e il potenziamento dei mezzi pubblici. Ci sarà una metropolitana di superficie, sfruttando l'antica linea ferroviaria, integrata con un trenino leggero interrato nelle parti non servite dalle rotaie esterne e servita da piccole stazioni collegate ai parcheggi». L'altro aspetto è quello della sicurezza. «I pochi casi di edifici pericolanti sono stati circoscritti e risolti. Adesso l'ufficio - aggiunge Colosi - sta realizzando uno studio per la mitigazione del rischio sismico, un problema molto grave per Ibla e per tutti gli edifici del centro storico. Incroceremo tutti i dati raccolti sulla sicurezza con le schede del Piano particolareggiato e avremo un unico database informatico. In questo modo gli interventi sulla sicurezza degli edifici avranno una priorità anche nella graduatoria per la concessione dei fondi della legge 61 ai cittadini». E poiché anche l'occhio vuole la sua parte l'Ufficio centri storici sta lavorando al "piano del colore". Ovvero: «Uno studio sulle cortine edilizie, per regolamentare i palazzi del centro, uniformando le facciate in forme e stili, ma anche le modalità di trattamento con i materiali, pietra pece e calcare, e le tecniche, in collaborazione con l'Università di Catania e con un'azienda di Genova». Come dire: nulla sarà lasciato al caso. È una questione d'amore e d'orgoglio. Loro sono ragusani. E ne sono fieri. 11062011