RITORNERÀ presto al suo posto il volantino peri visitatori del Museo di Ustica. Rimosso a metà maggio dal commissario Cancellieri, dopo che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi si era rivolto all'avvocatura dello Stato contestando ancora una volta la tesi del missile, il depliant scritto dal direttore dell'Istituto Parri Luca Alessandrini sarà rimesso in distribuzione nei prossimi giorni. La conferma arriva anche dal sindaco Virginio Merola: «Abbiamo tenuto conto delle obiezioni legali e convenuto con l'associazione di fare un testo da questo punto di vista inattaccabile. Sarà un testo riveduto, appena è possibile stamparlo verrà ripristinato». Rassicurazioni che però non convincono il sottosegretario Giovanardi. «La tesi del missile non sta in piedi» ha reagito ieri alla notizia del nuovo depliant: «Tornerò a Bologna il 27 giugno per portarne le evidenze giudiziarie» attacca. Intanto la ricomparsa dei volantini «è questione di tempi di tipografia», annuncia Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime di Ustica. L'occasione sarà il convegno che si terrà lunedì in Cappella Farnese alle 10. "Archivi negati, archivi supplenti"è il titolo della giornata dedicata alle fonti per la storia delle stragi e del terrorismo che vedrà nel pomeriggio anche la presenza di Massimo D'Alema, presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. D'Alema sarà chiamato a parlare di «Segreto di Statoe accesso agli archivi, a quattro anni dalla riforma dei servizi d'informazione». La quadra sul foglio informativo del museo dedicato all'abbattimento del DC9 nei cieli di Ustica è stata trovata dopo un incontro con il sindaco Merola, tra l'associazione dei parenti delle vittime, l'Istituto Parri (che aveva già rivisto nell'inverno scorso la prima stesura del testo) e il Mambo che gestisce la sede di via Saliceto. «Era stato indecoroso ritirarlo - è comunque il commento che ancora ieri la Bonfietti rivolgeva alla scelta di non distribuire più il foglio - Giovanardi non aveva alcun titolo per rivolgersi all'avvocatura dello Stato. Anzi, il sottosegretario dovrebbe ricordare quanto fu dura l'arringa dell'avvocatura al processo, quando lo Stato si costituì parte civile». Soddisfazione l'esprime anche Alessandrini: «La seconda versione non è più leggera sui depistaggi e sul coinvolgimento dei generali. Ci sono più spiegazioni,è più lunga». Il convegno di lunedì, organizzato dalla Sovrintendenza archivistica dell'Emilia-Romagna, si svolge all'interno del progetto «Una città per gli archivi» sostenuto dalle Fondazioni del Monte e Carisbo per la messa in rete degli inventari di 150 archivi cittadini dell'Otto e Novecento. L'appuntamento si concentra sui due fondi delle associazioni dedicate alle stragi di Ustica e della stazione di Bologna. Paolo Bolognesi, dell'associazione intitolata alla strage del 2 agosto del 1980, ha ricordato la battaglia contro il segreto di stato per i fatti legati alle stragi e al terrorismo. Su questo, e relativamente alla presenza di D'Alema, ha concluso: «Terremo conto di quello che ci dirà, con la speranza che ci spieghi come si accede a quegli archivi che sono stati tenuti nascosti per tutto questo tempo». Tra gli altri ospiti della giornata Angelo Varni, Alberto De Bernardi, Benedetta Tobagi, Miguel Gotor