Oggi pomerìggio nella capitale un incontro promosso da Rifondazione per «un sistema museale pubblico nella Provincia di Roma». Dalla Porta Settimiana a Trastevere ha Inizio la via della Lungara, il più lungo, e da ciò il suo nome, tra i rettifili aperti in Roma dai Papi del Rinascimento, risalente a Giulio II. Da qui potrebbe partire una paradossale tappa del Gran Tour di Roma. Si volta subito a sinistra, all'altezza del palazzo Corsini, sede dell'Accademia dei Lincei. La nona edizione del Touring Club riguardante Roma (Milano, 1999) informa che il "cinquecentesco Palazzo Torlonia, già sede del Museo Torlonia" risulterebbe essere stato "...lottizzato in appartamenti.. " e l'importantissima raccolta di oltre seicento pezzi di scultura classica essere oggi "...ammassata in magazzini". Un museo invisibile. Per saperne di più basta voltare nuovamente l'angolo su via della Lungara e consultare, presso Palazzo Corsini, "Materiali per servire allo studio del Museo Torlonia di scultura antica" (Cario Gasparri, Atti della Accademia nazionale dei Lincei, 1980). Nelle 77 sale del museo fondato dal principe Alessandro nel 1859 erano esposte seicento venti sculture che costituivano la più importante collezione privata al mondo, un "complesso di eccezionale interesse artistico e storico" vincolato in epoca repubblicana dal Ministero per la pubblica istruzione nel 1948. Statue, busti, ritratti, sarcofagi, rilievi, elementi decorativi provenienti dalle più importanti collezioni private, entrati a far parte della collezione a seguito di acquisti e transazioni effettuate dal Banco Torlonia nel corso del più appariscente fenomeno di mecenatismo artistico della storia recente dell'Urbe. Nel corso del XIX secolo entrarono così a far parte del patrimonio dei Torlonia i 115 pezzi della gloriosa collezione dei Giustiniani, ed altri originariamente appartenenti agli Albacini, ai Savelli, ecc. Bartolomeo Cavaceppi aveva legato il proprio patrimonio artistico all'Accademia di San Luca perché lo destinasse a costituire una sorta di scuola o Accademia aperta ai dilettanti ed alla "studiosa gioventù". Ma lo sterminato patrimonio del defunto scultore fu venduto immediatamente all'asta dalla medesima Accademia di San Luca ed acquistato dai Torlonia, in una vicenda poco chiara conclusasi dopo una lunga vertenza giudiziaria. La collezione si accrebbe a seguito delle campagne di scavo effettuate nel grandi possedimenti familiari dei Torlonia. La tragica sorte del Museo Torlonia e la sua sottrazione al pubblico furono denunciate più volte da Antonio Cederna. Da quanto accertato dalla Corte di Cassazione, sez. 111 del 27.04.1979, essa è riconducibile al periodo che va tra gli anni Sessanta e Settanta allorché le 77 sale del museo vennero trasformate, abusivamente, in novantatre miniappartamenti, immediatamente affittati, e le seicentoventi antiche sculture greche e romane trasferite "...in locali angusti, insufficienti, pericolosi...rimosse dai locali destinati a museo... stipate in maniera incredibile, addossate Cuna all'altra senza alcun riferimento storico o di omogeneità, con la conseguente "...distruzione del Museo e di quanto esso rappresentava per gli studiosi". Un anno fa il Consiglio Provinciale di Roma e quello Comunale hanno approvato l'avvio del restauro del Palazzo dei Musei di Roma al Circo Massimo per ospitare la collezione Torlonia, acquisita al demanio dello stato come risarcimento alla cultura italiana e mondiale. Il Palazzo dei Musei di Roma, di proprietà comunale, rappresenta per la Città un altro museo Invisibile, da decenni occupato dagli uffici comunali e ciclicamente, con alterne fortune, oggetto di proposte di vendita. Nel corso dell'estate passata, sessanta tra amministratori locali, rappresentanti delle più importanti istituzioni culturali nazionali ed intemazionali, rappresentanti delle associazioni ambientaliste e Gutturali hanno sostenuto tate richiesta con un appello al Ministro per i Beni e le Attività Culturali richiedendo al Governo un complessivo intervento di musealizza-zione dell'area archeologica e monumentale del Circo Massimo attraverso il rifinanziamento della legge per Roma Capitale. La questione, oggetto di specifica proposta di legge da parte di quarantatre parlamentari della Repubblica (www. camera, it, proposta di legge numero 2407), sarà presto all'attenzione della commissione cultura della Camera dei Deputati, calendarizzata sin dal mese di settembre, ultima tappa di questa paradossale vicenda. In nome della legge riaprite quel Museo.