«IL CENTRO storico è patrimonio dell' umanità eppure ci sono alcune zone irriconoscibili che non si trovano nemmeno nelle periferie metropolitane». Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali del governo Berlusconi, non risparmia termini duri per descrivere lo stato di abbandono, il degrado, la sporcizia o l' incongruenza di parte dell' arredo urbano di Roma. «Bisogna ridefinirei criteri, lavorare in accordo con il Comune e chiedere alla Soprintendenza per i Beni archeologici di intervenire - spiega - altrimenti lo sguardo di cittadini e turisti che si posa sulle zone più centrali della città e sui palazzi più importanti della politica italiana non può che essere impietoso». Alle spalle di Montecitorio, ad esempio, dove un tempo sorgeva un parcheggio a cielo aperto per auto blu e dipendenti della Camera, poi rimosso, un muro grezzo e sbrecciato su cui spesso vengono poggiati pannie stracci divide la strada da un parking interno. «È un muro lager, abbandonato, con tanto di torretta e filo spinato. Uno spot al degrado. Un enigma per chi arriva da Campo Marzio, luogo archeologicamente, storicamentee architettonicamente così importante per Roma, ora interrotto da questa parete grattugiata. Un' indecenza di fronte a un capolavoro del barocco romano realizzato da Bernini e Fontana come Palazzo Montecitorio». La competenza, in questo caso, almeno per interventi di manutenzione ordinaria, è della Camera. «Mi appello al presidente Fini - dichiara Giro - affinché entro una settimana il muro venga ridipinto ed entro la fine dell' estate venga ripensata l' intera area». L' idea è quella di rimuovere sia il muro che il parcheggio interno destinando ai parlamentari una quota di posti auto nei parking del Galoppatoio e in quelli da realizzare di piazza Cavour e dell' Ara Pacis. Ma al sottosegretario non va giù nemmeno l' arredo ormai tipico che circonda non solo Montecitorio, ma anche piazza Colonna, Palazzo Madama e Palazzo Chigi: una distesa di transenne di metallo grigie, bianche e rosse che da elemento eccezionale in caso di manifestazioni, concertio lavori temporanei sono diventate paesaggio ricorrente della città. «Quelle barriere vanno assolutamente eliminate o quantomeno sostituite con qualcosa di più decente. Ho in mente il modello di Bruxelles, in cui ci sono transenne squadrate verde scuro con lo stemma. Basterebbe fare un concorso di idee per ridisegnarle, magari inserendoci il logo di Roma Capitale». «Sono piccoli elementi - spiega il sottosegretario - che però danno l' immagine della città, come le enormi fioriere in cemento per le quali in nome della dissuasione del traffico abbiamo rinunciato all' estetica. Oppure i cassonetti in ghisa: contenitori ingestibili che hanno fori simili a buche delle lettere nei quali restano incastrate bottiglie e cartacce diventando così mini discariche sporche e irremovibili».