ROMA Elisa di Rivombrosa si è rivelata uno straordinario volano culturale per il Castello di Agliè, vicino a Torino, dov'è ambientata la fiction di Canale 5: tra gennaio e settembre 2004 i visitatori sono aumentati addirittura del 1.415 rispetto allo stesso periodo del 2003. La comunicazione è stata comunque la carta vincente dei musei. Grande fortuna per Genova 2004 capitale della cultura (258 a palazzo Spinola). Balzo per la Galleria nazionale dell'Umbria grazie alla mostra del Perugino (124). In crisi invece istituzioni culturali più lontane dalla ribalta mediatica: -36 il museo Estense a Modena; -10 Piero della Francesca ad Arezzo; -1,7 gli stessi Uffizi. I dati sugli ingressi nel 2004: quanto pesa il piccolo schermo I musei di maggior successo? Quelli che finiscono in tv Pieno il castello di Rivombrosa. Flessione per le sale senza eventi. Tutto ricorda la parabola del Mulino Bianco. Dodici anni fa un quieto impianto di macinazione di Chiusdino, vicino Siena, diventò in pochi mesi la meta di gite domenicali per centinaia di famiglie desiderose di scoprire se la realtà della campagna corrispondesse o meno alla fiction di uno dei più fortunati spot pubblicitari della nostra tv. Analogo effetto mediatico ha travolto quest'anno i ritmi dell'antico Castello di Agliè, a 40 chilometri da Torino. H ministero per i Beni e le attività culturali ha da poco rielaborato i dati sugli ingressi a musei, gallerie e scavi nel periodo gennaio-settembre 2004 confrontandoli con lo stesso periodo del 2003. La sorpresa più clamorosa riguarda appunto il Castello di Agliè, ovvero il set di Elisa di Rivombrosa, la flction seriale tv più vista nella stagione televisiva 2003-2004 (più di dieci milioni di telespettatori per l'ultima puntata): gli ingressi al grandioso maniero fondato nelXII secolo sono cresciuti addirittura del 1.415. Sono di conseguenza lievitati gli introiti: 1.565 in più. Una moltiplicazione senza precedenti nella recente storia del nostro patrimonio. FabrMo Ristori, la sua bella Elisa Scalzi hanno trasformato l'ex residenza dei Savoia-Carignano, riservata fino al 2003 a pochi raffinati cultori, nel vero «prodotto di punta» della soprintendenza per i Beni architettonici del Piemonte. Un bel 9 di visitatori (22 in di incassi) anche per il castello di Raccónigi dov'è ambientata l'alloggio del reggimento di Fabrizio. E' insomma la tv a fare da padrona anche nell'offerta culturale. E con la tv gli altri media: la comunicazione batte ogni ragione storico-artistica. Una prova? Mentre Agliè si svela alle masse, sono in crisi, spesso profonda, istituzioni di antico prestigio, lontane per la loro stessa vocazione dal circuito delle mostre temporanee. Prendiamo il caso umbro. Quest'anno il Perugino (300 mila visitatori) ha spopolato tra Perugia e dintorni con una magnifica mostra diffusa nella regione. La Galleria nazionale dell'Umbria ha inevitabilmente totalizzato un 124 di ingressi. Invece il nobile Museo archeologico nazionale dell'Umbria, ancora a Perugia, ha avuto una flessione del 25: chi ha comprato i biglietti per la star Perugino ha disertato un tesoro preistorico ed etrusco-romano tra i più ricchi d'Italia. Grande successo per Genova 2004, capitale europea della cultura: 130 di visitatori a Palazzo Reale, 258 a palazzo Spinola. Benissimo. Ma la mancanza di «eventi» ha ferocemente penalizzato la Galleria e il museo estense di Modena (-36, eppure parliamo di Bernini, Velasquez, Correggio, El Greco). E' crisi, dopo gli anni delle file, per la cappella Bacci ad Arezzo col ciclo di Piero della Francesca (-10). Di nuovo a Firenze l'Opificio delle Pietre Dure accusa una perdita del 23 di biglietti venduti. A Roma calano il Museo delle arti e tradizioni po-polari (-24), palazzo Altemps (-13), persino il Pantheon (-6). Gli Uffizi registrano la diminuzione del turismo internazionale dell'estate 2004 (-1,7). Garibaldi e Caprera sembrano quasi passati di moda (-20). Il circuito museale milanese (cenacolo vinciano, Brera, museo alla Scala) svetta con un 156 in più soprattutto per le due nuove sale di Brera, altro avvenimento sottolineato da tv e stampa. L'Abbazia di Montecassino, rivista in molte trasmissioni per le celebrazioni legate al sessantesimo anniversario della sua distruzione, si è ritrovata con un 548 di turisti in più. Ha commentato il ministro Giuliano Urbani: «Vengono premiate le innovazioni gestionali: biglietti integrati, mostre diffuse sul territorio, iniziative sostenute da una forte comunicazione». Forse qualcosa del genere manca al Museo archeologico nazionale di Magna Grecia, a Reggio Calabria, che non va oltre un fisiologico 3. Eppure in quelle sale sono esposti i meravigliosi Bronzi di Riace, al centro di un recente dibattito sulla loro possibile clonazione. Siamo sempre a quota 140 mila visitatori: molti, e chi lo nega, ma non moltissimi rispetto all'interesse del mondo storico-artistico internazionale e alle indimenticabili giornate di attese per il loro esordio al Quirinale ai tempi di Pertini, Ci vuole una nuova fiction televisiva anche per «rilanciare» quei due capolavori?