Infiltrazioni anche in altri ambienti I sindacati: «È grave» Tuoni, fulmini e infiltrazioni. Le bombe d'acqua che da domenica continuano a più riprese a rovesciarsi su Firenze non risparmiano la Galleria degli Uffizi, dove mercoledì alcune sale hanno dovuto fare i conti con i (soliti) problemi ai lucernari, da cui "zampillavano" piccole gocce piovane. Tra gli ambienti del museo colpiti dai rovesci, anche la sala 10-14, custode dei capolavori di Botticelli. Tuoni, fulmini e infiltrazioni. Le bombe d'acqua che da domenica continuano a più riprese a rovesciarsi su Firenze non risparmiano, purtroppo, neppure la Galleria degli Uffizi, dove nel pomeriggio di mercoledì - a seguito dell'ennesimo episodio di pioggia battente -, alcune sale hanno dovuto fare i conti con i (soliti) problemi ai lucernari, da cui "zampillavano", insistentemente, piccole gocce piovane. Tra gli ambienti del museo colpiti dai rovesci, anche la sala 10-14, conosciuta nel mondo per essere la custode dei capolavori di Sandro Botticelli, da La Primavera a La nascita di Venere. La storia, come da copione, si ripete dunque puntuale: al primo acquazzone intenso che investe la città, gli infissi, le vetrate e i lucernari degli Uffizi tornano a evidenziare tutte le loro criticità, a due passi da opere di valore inestimabile. E i turisti, provenienti dall'estero, non possono fare a meno di notare i problemi che si possono riscontrare in alcune delle parti più delicate della struttura, almeno a giudicare dalle circostanze registrate in questi ultimi giorni. Mercoledì, come già accennato, è toccato a tre sale del museo: la 5-6, la 29 e, appunto, la sala 10. «Entravano poche gocce d'acqua - rassicura il direttore degli Uffizi, Antonio Natali - Si tratta, come al solito - prosegue -, dei lucernari, che hanno subito gli stessi danni rilevati dopo il forte temporale di domenica scorsa». Per quel che riguarda, invece, la sala di Botticelli, Natali ipotizza che la "colpevole" sia una delle finestre rettangolari che corrono lungo il soffitto, nello specifico quella situata in un angolo. «Anche lì è filtrata la pioggia - racconta sempre il direttore del museo -, ci sono state diverse gocce che sono entrate all'interno della stanza e presumibilmente la ragione di tutto ciò è da ricondurre ad uno dei finestroni che si trovano in alto nella sala. Stamani (ieri, ndr) alcuni operai hanno fatto le prime ispezioni al tetto per verificare che tutto andasse bene e dai primi sommari controlli sembra che le tegole siano a posto». Durante il temporale, gli addetti hanno comunque deciso di togliere dalla parete una tavola di Domenico Ghirlandaio, che per fortuna non è andata incontro ad alcun danno. «Abbiamo deciso di agire così in via del tutto precauzionale - aggiunge Natali -, per evitare di esporre le opere a qualunque tipo di rischio. Adesso non ci resta altro che cercare di risolvere le difficoltà riscontrate. Per i lucernari - conclude - l'unico rimedio possibile è quello che prevede di siliconare i punti attraverso cui l'acqua è riuscita a passare». Nessun allarmismo, quindi, da parte dei vertici della Galleria, che stemperano, in un certo senso, i toni. Ma la gravità di quanto accaduto, data anche la frequenza con cui certi episodi si verificano, rimane. Basti pensare che nel luglio 2010, quando un altro rovescio violento paralizzò Firenze, gli Uffizi si trovarono davanti, ancora una volta, alle "tradizionali" infiltrazioni d'acqua agli angoli dei lucernari, mentre la sala delle Controfigure venne chiusa, per ben mezz'ora, ai visitatori. Insomma, passato un anno, i problemi restano.
Firenze, Uffizi. Piove nella sala del Botticelli
La Galleria degli Uffizi di Firenze è stata colpita dai rovesci di pioggia e dalle infiltrazioni d'acqua. Mercoledì, alcune sale del museo hanno dovuto chiudere a causa dei problemi ai lucernari, che hanno causato piccole gocce piovane. La sala 10-14, che custodisce capolavori di Botticelli, è stata colpita. Il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, ha affermato che la causa è stata una finestra rettangolare che ha filtrato la pioggia. I lavoratori hanno fatto le prime ispezioni al tetto e sembra che le tegole siano a posto. Per risolvere i problemi, si prevede di siliconare i punti attraverso cui l'acqua è passata.
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