Gli ignari clienti di una delle concessionarie Fiat più grandi di Roma non lo sospettano nemmeno. Eppure proprio sotto i loro piedi si estende un ipogeo (una sorta di catacomba) del III secolo d.C., da poco restaurato grazie al lavoro della Pontificia commissione di archeologia sacra. L'ipogeo degli Aureli, dal nome della famiglia di liberti che lo costruì, fu scoperto nell'autunno del 1919 durante i lavori di edificazione dello stabile tuttora esistente in viale Manzoni a Roma. Il sepolcro è costituito da tre ambienti completamente dipinti. Gli affreschi di pregevole fattura mostrano scene dell'Odissea (Ulisse e la maga Circe) e una simbologia sineretica, con elementi sia pagani, che cristiani. L'utilizzo del laser ha restituito la bellezza dei colori originari. I lavori di restauro sono durati un decennio e hanno reso possibile la visita dell'ipogeo, uno dei gioielli della tarda antichità. All'inaugurazione di ieri era presente il sovrintendente Fabrizio Bisconti, il segretario monsignor Giovanni Carri e il cardinale Gianfranco Ravasi, che in qualità di presidente della Commissione ha detto che «il nostro lavoro è ricordare, nel senso etimologico di riportare al cuore».
ROMA - Catacombe romane sotto il concessionario
Gli ignari clienti di una delle concessionarie Fiat più grandi di Roma non lo sospettano nemmeno. Eppure proprio sotto i loro piedi si estende un ipogeo (una sorta di catacomba) del III secolo d.C., da poco restaurato grazie al lavoro della Pontificia commissione di archeologia sacra. L'ipogeo degli Aureli, dal nome della famiglia di liberti che lo costruì, fu scoperto nell'autunno del 1919 durante i lavori di edificazione dello stabile tuttora esistente in viale Manzoni a Roma. Il sepolcro è costituito da tre ambienti completamente dipinti. Gli affreschi di pregevole fattura mostrano scene dell'Odissea (Ulisse e la maga Circe) e una simbologia sineretica, con elementi sia pagani, che cristiani. L'utilizzo del laser ha restituito la bellezza dei colori originari. I lavori di restauro sono durati un decennio e hanno reso possibile la visita dell'ipogeo, uno dei gioielli della tarda antichità. All'inaugurazione di ieri era presente il sovrintendente Fabrizio Bisconti, il segretario monsignor Giovanni Carri e il cardinale Gianfranco Ravasi, che in qualità di presidente della Commissione ha detto che il nostro lavoro è ricordare, nel senso etimologico di riportare al cuore.
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