Il Consiglio superiore dei beni culturali dà il via libera al programma da 105 milioni di euro per il rilancio di Pompei. Ma sulla decisione, salutata con slancio ieri dal ministro Galan («dà il via libero al cammino annunciato durante la mia visita agli scavi») è già polemica. Con il preside della facoltà di architettura Luigi Vanvitelli di Napoli, Carmine Gambardella, che invita a evitare sprechi e punta il dito sugli 8,2 milioni previsti per il Piano della conoscenza", rivelando che un lavoro di mappatura «è in gran parte già stato fatto». E la Uil che annuncia esposti alla magistratura. Annunciato due mesi fa dal segretario generale del ministero Roberto Cecchi dopo la prima visita del ministro nel sito campano, il piano da 105 milioni è articolato in cinque fasi di intervento che andranno avanti parallelamente fino a dicembre 2015. Per curare il grande parco archeologico campano che si estende per 65 ettari, 45 dei quali scavati per un totale di 15 mila edifici (solo il 30 dell'area scavata è attualmente visitabile) secondo il cronoprogramma di investimenti approvato mercoledì (le risorse arrivano da fondi europeri Poin) si parte dal Piano della conoscenza", ovvero rilievi e verifiche accompagnate da un'indagine idrogeologica. Il professor Gambardella, che è anche presidente di Benecon (centro di competenza campano per i beni culturali) però è scettico. Ricorda i 5,5 milioni di euro spesi sempre a Pompei per il Teatro Grande «oggi Gli scavi di Pompei hanno visto nel 2010 una flessione di visitatori inattivo», con «impianti e tecnologie che giacciono in loco in attesa di deterioriarsi». E ribadisce quanto aveva già denunciato all'indomani del crollo della Schola Armaturarum, ovvero che una mappatura del sito è in gran parte già stata fatta «negli ultimi tre anni dal Benecon in collaborazione con la guardia di finanza e che sarebbe possibile completare a costo zero, con tecnologie uniche in Italia». La Uil, che già ieri aveva chiesto a Galan di vigilare su questa parte del piano e di affidare gli i incarichi con gare pubbliche, si dice d'accordo («troppi 8,2 milioni») e annuncia un esposto alla magistratura perché faccia chiarezza. Tant'è. Dopo il Piano della conoscenza", è previsto che parta a ruotamolti progetti sono già in fase esecutiva il Piano delle opere", ovvero gli interventi di restauro anche preventivo degli edifici. In questo caso la spesa prevista fino a tutto il 2015 è di 85 milioni di euro. Programmato per la fine del 2012 l'avvio del Piano della fruizione e della comunicazione", che si prevede di completare entro il 2014 e che punterà a rendere l'area degli scavi più accogliente per i visitatori con servizi e più puntuali informazioni per accompagnare passo passo i visitatori. Obiettivo anche aiutare il potenziamento delle presenze, attualmente in flessione con 2.3 milioni di visitatori nel 2010, 200 mila in meno rispetto al picco del 2007 (2.5 milioni). Poco dopo il Piano della conoscenza" dovrebbe partire invece il "Piano della sicurezza", che prevede il potenziamento del sistema anti-intrusione.
POMPEI - Un piano per rilanciare Pompei, ma è già polemica sugli sprechi.
Il Consiglio superiore dei beni culturali ha dato il via libera al programma di 105 milioni di euro per il rilancio di Pompei. Il piano è articolato in cinque fasi di intervento, tra cui il Piano della conoscenza, che prevede rilievi e verifiche, e il Piano delle opere, che prevede interventi di restauro. Il professor Carmine Gambardella, presidente di Benecon, è scettico sulla decisione e ha denunciato che una mappatura del sito è già stata fatta in gran parte negli ultimi tre anni. La Uil ha annunciato un esposto alla magistratura per faccia chiarezza sulla spesa prevista per il Piano della conoscenza.
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