Servono poco meno di 48 milioni per portare Pompei fuori dall'emergenza e partire con quel programma di manutenzione programmata che dovrà consegnarla al futuro il più intatta possibile, con il suo ruolo di testimone del passato. A tanto ammontano, infatti, le previsioni di spesa per i lavori di messa in sicurezza, restauro e manutenzione straordinaria dei 39 siti contrassegnati dal colore arancione-rosso nella mappa del rischio approntata dalla Soprintendenza. E questo il metodo di lavoro per il più grande sito archeologico del mondo, che il Consiglio Superiore dei Beni culturali ha approvato mercoledì e che il sottosegretario Riccardo Villari ha illustrato ieri a Napoli con i soprintendenti Teresa Cinquantaquattro, Stefano Gizzi, Lorenza Mochi Onori e Gennaro Miccio. «Con queste linee guida - ha spiegato Villari - cerchiamo di ridurre al minimo la straordinarietà e l'emergenza individuando un criterio di monitoraggio, funzionale alla redazione di una carta dei rischi per poi procedere a una amministrazione programmata e costante». «La lista è suscettibile di cambiamenti in base ai risultati del monitoraggio che - ha spiegato la Soprintendente Cinquantaquattro - è stato avviato su base sperimentale, con la nostra metodologia e con la tecnologia laser scanner su cinque Domus, che verrà estesa a tutta l'area appena arriveranno i soldi». E questi, ha assicurato Villari, saranno disponibili a breve. Non si sa ancora, invece, quando a Pompei arriveranno le squadre - architetti, archeologi, tecnici e operai - promessi e la cui assunzione è stata resa possibile dal decreto varato il 23 marzo scorso e convertito in legge appena una settimana fa. «L'incremento del personale è fondamentale - ha sottolineato la Soprintendente - Pompei ha un solo archeologo per 44 ettari di scavo, sono ben 11 anni che non entra un nuovo archeologo». «L'arruolamento dei giovani è indispensabile - ha assicurato il sottosegretario - mi batterò perché non si faccia alcun risparmio sulla risorsa umana». «Attorno a Pompei si sta muovendo un tessuto vivace di iniziative tra cui quella dell'Unione industriali per il recupero dell'area esterna» ha detto Villari, rispondendo così indirettamente a Diego Della Valle che da Milano, annunciando il suo ingresso nella Fondazione della Scala si è augurato di «vedere imprenditori napoletani che si occupano di Pompei». Il Consiglio Superiore ha approvato anche la ripartizione per il 2011 dei fondi per il recupero del patrimonio provenienti dall'aumento delle accise sui carburanti destinando alla Campania 5,5 dei 57,3 milioni. Si tratta di risorse che vanno spese entro la fine dell'anno, ha spiegato Villari, per la manutenzione straordinaria di dieci siti individuati. Tra gli interventi, il restauro di alcune parti del Palazzo Reale (2,5 milioni di euro), della chiesa del Gesù Nuovo (500mila euro), di San Paolo Maggiore (500mila euro), dell'Archivio di Stato a Napoli; a Caserta la manutenzione della Reggia (200mila euro), il museo di Santa Maria Capua Vetere (200mila euro), il palazzo ducale di Mondragone (200mila euro) e il Duomo di Maddaloni, a Benevento il completamento del restauro del Teatro Romano (400mila euro), la Chiesa di Sant'Anna a Capri (50mila euro). «Questi interventi - ha concluso il sottosegretario - possono sembrare parziali ma sono state impegnate le risorse che riusciremo a spendere entro la fine dell'anno e quindi ci siamo mossi con criterio. Il recupero del nostro patrimonio è il volano da cui deve partire il riscatto culturale della nostra terra mortificata da alcune vicende che non siamo stati capaci di fronteggiare».
POMPEI - Villari: finisce l'emergenza, ora la task force di tecnici. Ok a 5 milioni per chiese e monumenti. Da Milano Della Valle rinnova l'appello agli imprenditori napoletani.
Il Consiglio Superiore dei Beni culturali ha approvato un piano per il recupero di Pompei, che richiede 48 milioni di euro. Il piano prevede la messa in sicurezza, il restauro e la manutenzione straordinaria dei 39 siti archeologici contrassegnati dal colore arancione-rosso. Il sottosegretario Riccardo Villari ha spiegato che il piano cerca di ridurre l'emergenza individuando un criterio di monitoraggio e procedendo a una amministrazione programmata e costante. Il piano prevede l'assunzione di personale, tra cui architetti, archeologi e operai, e l'incremento del personale è fondamentale per il recupero del sito.
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