La Bonomi: «Serviranno per gli uffici. Spero che l'inaugurazione possa avvenire la notte del 31 dicembre» Domenico Malara I Bronzi finiti nello spot della Regione rischiamo di diventare un nuovo tormentone dell'estate. Parlare dell'argomento comunque fa bene alla salute della Calabria che vede ritornare alla ribalta la questione dei due guerrieri ogni qualvolta se ne pronuncia il nome. Nella routine quotidiana, invece, le statue vengono puntualmente dimenticate, come la storia insegna. Il problema, piuttosto serio, riguarda la ristrutturazione del Museo: i lavori per rimettere in sesto Palazzo Piacentini proseguono, ma adesso devono arrivare i soldi per il completamento dell'opera. Proprio l'altro ieri il ministro Giancarlo Galan ha assegnato alla direzione generale dei Beni culturali della Calabria (per intenderci al professore Francesco Prosperetti) circa un milione e 500 mila euro, di cui quest'ultimi 500 mila euro destinati ai lavori del Museo. Una boccata d'ossigeno, ma si è sempre in attesa che vengano sbloccati i fondi Cipe (cinque milioni di euro) e che arrivino quelli promessi della Regione (altri cinque milioni). La soprintendente Simonetta Bonomi, in questi giorni a Roma per definire con gli altri colleghi le strategie museali, spiega subito che i soldi inviati dal ministro Galan, attraverso Prosperetti, serviranno per completare i lavori degli uffici. Il Museo, non bisogna dimenticarlo, è la sede della Soprintendenza della Calabria ed è quindi importante far rientrare a Palazzo Piacentini tutti gli uffici attualmente sparsi in città. Secondo la Bonomi, è ancora valida la data fissata per il mese di settembre relativa al rientro dei Bronzi da Palazzo Campanella. Ovviamente bisogna stringere i tempi e fare arrivare i finanziamenti previsti dal cronoprogramma, a cominciare da quelli del Cipe. Ma quando saranno completati tutti i lavori? Quando il Museo può essere fruibile in tutta la sua interezza? «Come si sa afferma la Bonomi la ristrutturazione è stata decisa nell'ambito del programma mirato alla ricorrenza del 150. anniversario dell'Unità d'Italia. Spero tanto di poter aprire il Museo proprio nella notte di San Silvestro, il 31 dicembre, l'ultimo giorno dei 150 anni. Se tutto filerà liscio, se non ci saranno intoppi, potremmo farcela». E allora incrociamo le dita. I lavori, soprattutto in Calabria, si sa quando incominciano e mai quando finiscono. A volte restano opere incompiute. Questo discorso comunque non dovrebbe riguardare Palazzo Piacentini. «Mi auguro dice ancora la Bonomi che il Cipe decida di riunirsi e di licenziare la pratica del nostro Museo. Sono ottimista per quanto riguarda i fondi della Regione. Il governatore Scopelliti desidera tanto vedere finita l'opera». All'inizio del 2011 si pensava che i Bronzi sarebbero potuti rientrare al Museo entro la fine di maggio. Addirittura si era detto che li avrebbe accolti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Non è stato possibile: le due statue, ormai restaurate, sono ospitate a Palazzo Campanella, assieme ad altri pezzi pregiati del Museo. E comunque i visitatori quotidiani non mancano. Il governo nazionale, quando era ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, aveva varato un piano per i restauri dei principali musei italiani in vista dei 150 anni dell'Unità d'Italia. A Reggio vennero destinati circa 18 milioni di euro. Ora si tratta di arrivare alla conclusione. Piuttosto c'è chi non condivide come verrà presentata la facciata esterna lato Nord. Ci scrive, infatti, un lettore, Giovanni Marino, pensionato del ministero dei Beni culturali, il quale ha vissuto circa 18 anni nel Museo. Secondo Marino sta venendo fuori una parete Nord (quella che si affaccia verso il Corso e piazza De Nava per intenderci) interamente bianca, «di un bianco scrive Marino ospedaliero». Come mai si chiede il lettore? «È possibile che i luminari della Soprintendenza non abbiano pensato di completare l'opera con quei lastroni di travertino che sono stati applicati sulle altre pareti?». Una domanda che non cade nel vuoto ma viene girata alla Bonomi, la quale risponde così: «Mi rendo conto che sino a quando i cittadini non faranno l'occhio resteranno magari un po' sorpresi, perché devo ammettere che il salto cromatico è stato molto forte. Devo dire che sono state fatte molte prove. Con le lastre di travertino finiva fuori un giallo accentuato, per cui si è optato per questa soluzione che secondo me con il passare del tempo sarà apprezzata». Spot in libertà I blog.Lo spot sui Bronzi ha scatenato curiosità e interesse. A migliaia le opinioni, soprattutto sulla rete. La stragrande maggioranza approva. Una lettera contro. La professoressa Vanda Benedetto Calcagno è molto severa. Definisce lo spot «scioccante: presenta i Bronzi accucciati come due scimmiette che farfugliano e saltellano. Si ridicolizza una regione!». La professoressa si domanda «dove è finita la cultura, l'arte, la storia, il paesaggio di questa ricca terra». Aggiunge: «È stato preparato questo spot per denigrare il popolo calabrese o per scoraggiare ancora quei pochi, spesso solo oriundi di questa terra, che vengono o desiderano venire per godere le bellezze e delle ricchezze di questa terra?». Ancora: «Non ci sono strade, treni, aeri e sembra che chi può si coalizzi per scoraggiare sempre più l'arrivo di tanti turisti in Calabria, specie nella provincia di Reggio. La replica. La critica della professoressa va oltre i confini della questione-spot. È una stroncatura politica di questa terra. A noi pare di vivere in una terra diversa da quella descritta della signora.