09062011 - Una carta dei rischi per avere sotto controllo lo stato di ogni domus del sito di Pompei. E' questo il metodo di lavoro individuato e approvato dal Consiglio superiore per i beni culturali illustrato oggi, a Napoli, dal sottosegretario ai Beni Culturali, Riccardo Villari. La carta, come spiegato, consentirà, attraverso l'utilizzazione di colori, giallo rischio basso, azzurro rischio medio, arancione rischio alto, di conoscere il livello di pericolo di ogni domus pompeiana. "Con queste linee guida - ha detto il sottosegretario - cerchiamo di ridurre al minimo la straordinarietà e l'emergenza, individuando un criterio di monitoraggio funzionale alla redazione di una carta dei rischi per poi procedere a un'amministrazione e a una manutenzione programmata e costante". Al momento, sono 39 i siti dell'area archeologica individuati ma, come sottolineato dalla soprintendente Teresa Cinquantaquattro, "é una lista suscettibile di cambiamenti in base ai risultati del monitoraggio". Gli interventi saranno realizzati, come ha spiegato il sottosegretario, "grazie al reperimento di risorse aggiuntive ai fondi strutturali" per circa 105 milioni di euro, fondi che - assicura Villari - "saranno disponibili a breve". L'azione, ha spiegato la Cinquantaquattro, si svilupperà estendendo il monitoraggio all'intera area archeologica stabilendo una scala di priorità "sulla cui base attivare una serie di interventi da condurre in modo trasversale". "Ciò significa - ha detto la Soprintendente - che alcuni interventi riguarderanno l'intera area archeologica e saranno rivolti a rivolti a mitigare i rischi che derivano da assetti idrogeologici e dal deperimento di materiali, mentre - ha proseguito - altri avranno ad oggetto singoli complessi monumentali con lavori alle cinte murarie, alle coperture e alle decorazioni". Altro nodo chiave per il recupero e la valorizzazione del sito di Pompei, che lo scorso anno è stato visitato da 2 milioni e 400mila visitatori, la necessità di nuovo personale. Ad oggi, infatti, per 44 ettari di scavo, è presente un solo archeologo. "Abbiamo tutti - ha detto il sottosegretario Villari - la consapevolezza che c'é tanto da fare e, dunque, è necessario riaprire all'arruolamento dei giovani e mi impegno personalmente in questa direzione". In particolare, è stata sottolineata dalla soprintendente, l'importanza di reperire personale tecnico e, dunque, architetti e archeologi. Un recupero di Pompei che, come è stato sottolineato, non si deve limitare all'area archeologica. "In questi mesi - ha concluso Villari - attorno a Pompei si sta muovendo un tessuto vivace di iniziative tra cui quella dell'Unione industriali per il recupero dell'area esterna e in questa direzione - ha aggiunto .- è necessaria una sinergia tra amministrazione locale, Curia e Soprintendenza".