Lo storico: meglio riseppellire Pompei. Gambardella contro il ministero: basta sprechi. La Uil annuncia esposti Arrivano altri milioni ci auguriamo che verranno spesi bene Gli interessi privati prevalgono su quelli pubblici «Pompei? Di questo passo sarebbe meglio riseppellirla, così ci garantiamo che non si commettano altri scempi». Salvatore Settis, dopo aver pronunciato latto di accusa contro il degrado del paesaggio e la mancanza di una seria politica per lambiente, si concede una passeggiata lungo lo splendido loggiato dellAbbazia di San Lorenzo ad Aversa dove si è svolta la prima sessione del Forum organizzato dalla facoltà di Architettura della Sun richiamando cento relatori da 34 paesi del mondo. Lillustre storico dellarte è visibilmente affaticato, ma Pompei è un argomento al quale non è possibile sottrarsi. «Avevo voglia di parlarne», dice, «dopo aver letto le anticipazioni sul piano che gli imprenditori napoletani intendono sottoporre lunedì al presidente Napolitano. Il mio giudizio è del tutto negativo, si propongono soluzioni che nulla hanno a che vedere con lesigenza prioritaria e insopprimibile che è la tutela dellarea archeologica più importante e più malridotta del mondo. Gli stranieri che amano Pompei molto di più di noi vorrebbero ascoltare la buona novella dellassunzione di dieci, venti valenti archeologi per proteggere e tenere in ordine il territorio degli scavi ed invece sono costretti ad ascoltare tuttaltra musica, la solita musica». Si riferisce al progetto degli industriali di difendere Pompei isolandola dal contesto invivibile grazie ad un «corridoio» attrezzato e a una serie di infrastrutture capaci di trattenere i turisti che scappano dopo la visita, ma il professore aggiunge: «Lidea dellisola è peregrina, è come se si decidesse di lasciar cascare il Colosseo e di costruirgli una serie di svincoli protettivi allesterno. Il problema è sempre lo stesso, gli interessi privati prevalgono sempre sullinteresse pubblico». Qualche minuto prima, nel corso della lectio magistralis, Settis aveva ricordato due dati raccapriccianti che ben si adattano a spiegare il concetto appena espresso su Pompei: dal 1990 al 2005 il 77 della campagna italiana è stato devastato dal cemento. E poi ancora: le case costruite sono quaranta volte superiori allincremento demografico che è come dire che ad ogni bambino che nasce consegniamo 40 appartamenti. Sono in tanti ad apprezzare la severità dei giudizi che Salvatore Settis esprime su Pompei. Li sottoscrive, in particolare, il preside della facoltà di Architettura, Carmine Gambardella, cui si deve la regia di questa giornata che proseguirà con altre due sessioni di lavoro a Capri. «Sentiamo parlare», tuona Gambardella, «di molti milioni che stanno per piovere su Pompei, vorremmo tanto che fossero spesi meglio di come si è fatto finora. Faccio un solo esempio: giusto un anno fa per il restauro e lacquisto di tecnologie per ospitare nel Teatro Grande la stagione estiva del San Carlo vennero impiegati due milioni. Sappiamo tutti come si è conclusa la storia: il progetto è andato a monte e i materiali, ora che non servono più, sono abbandonati allinterno degli scavi e tra poco saranno inutilizzabili». Salvatore Settis ascolta e completa: «La verità è che la partita si gioca sugli appalti». È un dialogo serrato e Gambardella, che è anche presidente del Benecon, il centro di competenza regionale sui beni culturali, aggiunge unaltra denuncia: «In questi giorni si sente parlare di investimenti cospicui per realizzare una nuova mappatura dellarea archeologica e la cosa ci sorprende non poco perché Benecon ha già realizzato, e gratis, questa mappatura avvalendosi della preziosa collaborazione della Guardia di finanza. Perché realizzare un doppione?». Linterrogativo resta sospeso nel vuoto. Si associa la Uil, che annuncia esposti: «Ha ragione Gambardella, basta sprechi». Settis visita poi i piccoli miracoli realizzati dagli allievi del corso di ecodisegno, coordinati dalla professoressa Sabina Martusciello e da altri docenti. Allinterno di una discarica è nato un orto lussureggiante, si è avviata una proficua collaborazione con un brend napoletano che vende borse di pregio e si confezionano oggetti di grande utilità con materiali riciclati nella immensa pattumiera di Aversa. La strada giusta è questa, commenta Settis che ieri pomeriggio, a Palazzo Serra di Cassano, ha presentato il suo ultimo libro: "Paesaggio, Costituzione cemento. La battaglia per lambiente contro il degrado civile", pubblicato da Einaudi.