Marmi e mosaici si stanno sgretolando, una strada privata divide larea dello scavo La denuncia A San Cesareo viene meno lentusiasmo per la recente scoperta e manca ancora il vincolo San Cesareo, interrogazione alla Camera e denunce dei residenti: una via privata divide larea archeologica, manca il vincolo Scoperta la villa di Cesare "Ma è già preda dei vandali" Importante scoperta archeologica a San Cesareo. Trovati i resti di una domus di età repubblicana accanto a quelli della dimora di Massenzio: «È la villa di Cesare». Ma muri, mosaici, cisterne e terme si stanno già sgretolando. Mancano i restauri e il vincolo. Inoltre, una strada per servire un villino taglia in due il sito. È nato un comitato che chiede lo stop a un piano edilizio da 54mila metri cubi: «Vogliamo un parco archeologico». Un pavimento musivo grande 80 metri quadri, integro dopo più di 2000 anni. Come quello che mostra la meraviglia di un vaso ricco di fiori. Un altro, in camera da letto, raffinatissimo: le tessere sono talmente piccole da farlo sembrare un pavimento compatto, con accanto un mosaico che mima un tappeto. Siamo in stanze che si affacciavano sul portico della domus detà repubblicana e che hanno mantenuto tracce abbondanti di una decorazione marmorea di giallo antico, «che solo un imperatore si poteva permettere». Questa la scoperta avvenuta gli scorsi mesi a San Cesareo. Ma lentusiasmo viene subito spento dallo stato di degrado del sito archeologico: cumuli di terra, frammenti antichi sparsi ovunque, antichità in decomposizione. La ditta edile proprietaria del terreno usa larea come deposito. E parti importanti del ritrovamento dellantica villa romana sono state occultate dalla strada di collegamento con una villetta moderna. Siamo sul colle del Noce, nel comune di San Cesareo, alle porte di Roma, proprio dove, camminando sulla Labicana, i viandanti diretti verso lUrbe vedevano un sacrario imperiale detto "ad statuas". Le statue sono state depredate nellOttocento e arricchiscono ora collezioni romane e straniere. Ora sono state trovate le mura. Ma non cè uno straccio di cartello di cantiere davanti al cancello della (permeabile) recinzione che dovrebbe proteggere i resti di due ville con le terme, un acquedotto, fontane. Eppure linterrogazione alla Camera presentata il 19 maggio da Maria Anna Madia (Pd) per chiedere al ministro Galan di apporre immediatamente un vincolo, spiega che si tratta di sondaggi eseguiti dalla Soprintendenza archeologica del Lazio in vista della "realizzazione di un piano integrato" realizzato dalla Due G immobiliare srl. Gli ultimi scavi hanno riportato alla luce i resti di una augusta dimora di età repubblicana. Potrebbe essere la villa di Cesare. Ricordano Plutarco Svetonio che «alle ultime idi di settembre» del 45 Giulio dettò qui il suo testamento, adottando Ottaviano cui destinava i tre quarti delleredità. È la stessa area, le medesime pietre, dove un altro "Cesare", Massenzio, nel 308 d. C. fu incoronato imperatore allinterno della sua splendida dimora. «San Cesareo è stata scavata in lungo e in largo alla ricerca della villa di Cesare, ma mai è stata trovata una villa detà repubblicana di questa bellezza. È quasi certamente una parte della dimora del divo Giulio» spiega Emilio Ferracci, autore di numerosi studi su San Cesareo, per 15 anni ispettore onorario della Soprintendenza e ora esponente del neonato comitato "Salviamo la villa di Massenzio". «Salvarla da cosa? Vogliono costruirci accanto, e sopra, palazzine e un campo da basket. Cè solo spazio per la chiesa di San Giuseppe prevista dal progetto, ma in unarea dove non sono stati rinvenuti i resti». La scoperta della villa di Massenzio (unarea grande 20mila metri quadri con muri alti più di due metri) è avvenuta allinizio degli scavi preventivi in vista del piano edilizio integrato "Parco della Pietrara". Dei mosaici, della gigantesca cisterna e delle terme collegate alla via Labicana, ha parlato larcheologa Maria Cristina Recco in due convegni internazionali a Roma, nel 2010 e lo scorso aprile allAccademia di Olanda. Ma ora i piani di marmo si stanno sgretolando alle intemperie, come i mosaici e i muri intonacati che hanno bisogno urgente di restauri. Una tarda necropoli e alcune vasche sono state inoltre interrate dalle ruspe. E poi cè la strada recintata costruita proprio sopra la fontana, i pozzi e lantica piazza con le basole: serve a una villetta della zona e taglia in due lo scavo. Di notte, infine, le antiche vestigia diventano terra di nessuno. E gli ambienti della nuova, più antica, villa sono in mano ai vandali: prima ancora che gli scavi e gli studi abbiano portato a termine la missione per ridare a Cesare quel che è di Cesare.
ROMA -La denuncia "Vandali e incuria: salviamo la villa di Cesare"
A San Cesareo, in provincia di Roma, è stata scoperta una villa romana di età repubblicana, potenzialmente la villa di Cesare. I resti della villa, che includono mura, mosaici, cisterne e terme, sono stati trovati accanto a quelli di una villa di Massenzio. Tuttavia, il sito archeologico è in stato di degrado e manca il vincolo per proteggere i resti. Una strada privata divide larea archeologica e una ditta edile utilizza larea come deposito. Un comitato ha chiesto lo stop a un piano edilizio da 54mili metri cubi che potrebbe costruire palazzine e un campo da basket accanto alla villa.
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