Il castello quattrocentesco di Montecelio continua a perdere pezzi. Il sindaco: il Ministero ci aiuti I rimpianti dei cittadini: 20 anni fa ci facevamo le cocomerate Un altro pezzo di storia se ne va. Ennesimo crollo alle mura della Rocca medievale di Montecelio. A causa delle forti piogge degli ultimi giorni, così come è successo lo scorso anno, a venire giù è stato uno sperone delle mura quattrocentesche e sembrerebbe concreto il rischio di ulteriori cedimenti. L'allarme è stato lanciato dalla lista civica Il Faro di Montecelio. Secondo gli esperti del Gruppo Archeologico Latino Latium Vetus-Sezione Cornicolana, il cedimento ha interessato uno sperone del rinfoderamento quattrocentesco, costruito dagli Orsini per proteggere la fortezza da eventuali assalti. «A causare il cedimento - dicono - sono stati alberi e arbusti che, radicatisi tra le fessure, ne hanno minato la solidità strutturale». La parte franata si trova a poca distanza dal crollo avvenuto nel marzo del 2010. All'epoca, dopo anche l'interessamento dei media, il Comune aveva provveduto ad effettuare nel mese di maggio una completa ripulitura della cinta muraria. «Basterebbe davvero poco per gestire adeguatamente questi beni - dicono da Il Faro - Nel caso della Rocca, si restituirebbe alla popolazione del borgo un luogo di aggregazione che attualmente non esiste». C'è però chi ancora ricorda come era bello andare lì. «Vorrei tanto che la Rocca fosse aperta a tutti - ha detto il signor Mariano - Vent'anni fa in occasione della festa d'agosto lì si organizzavano anche delle cocomerate». A novembre del 2010, interpellata sul destino della Rocca, Stefania Panella della Sovrintendenza per i beni archeologici del Lazio aveva detto che per la struttura di Montecelio non erano previsti interventi di alcun tipo. E da lì il sindaco di Guidonia si era scatenato promettendo l'invio al ministro dei Beni culturali di allora, Sandro Bondi, di migliaia di cartoline raffiguranti la Rocca per sollecitare un intervento «dai piani alti» necessario per poter salvare quello che sta diventando sempre più un rudere. Delle cartoline, però, ancora nessuna traccia. «Per ora la Rocca, così com'è, non serve a niente. Sta lì e basta vittima anche dei vandali che distruggono sistematicamente anche tutte le illuminazioni. Cambiarle ogni volta ci è costato circa 700 euro - dice il sindaco Rubeis - Deve essere restituita ai cittadini e divenire luogo di grandi eventi culturali. Questo sarà possibile solo con l'aiuto del Ministero e della Sovrintendenza».