L'anticipazione. Lunedì presentazione a Napolitano delle schede per la salvaguardia e la valorizzazione del sito storico Lunedì, nel corso dell'assemblea generale dell'Unione Industriali, il presidente Paolo Graziano svelerà il risultato del lavoro del pool di esperti incaricato di definire le strategie per il recupero e la valorizzazione del sito archeologico. Le linee politiche saranno illustrate nella relazione; il piano strategico sarà sintetizzato nelle schede che saranno presentate anche al Presidente della Repubblica, presente a Napoli per la riunione degli industriali. Le idee sono nate da un pool di docenti universitari, manager ed economisti. Marco Vitale, Luca Meldolesi, Carlo Borgomeo e Raffaele Cercola sono stati incaricati proprio da Graziano di indicare le linee prospettiche di alcuni ambiti di crescita del territorio. Un capitolo sarà dedicato, quindi, a Napoli Est, altri due alla zona orientale e quella occidentale, uno specifico al mondo delle conoscenze della Campania, un altro ancora interamente dedicato a Pompei. Appena insediato Paolo Graziano affrontò l'onda emotiva del crollo della Domus dei gladiatori; immediatamente si mise all'opera per individuare gli interventi da programmare. «Niente slogan ma fatti, idee, proposte - spiegò a gennaio al Mattino - Sul tavolo della nostra prima riunione di direttivo il caso Pompei è stato affrontato. Stiamo già lavorando». E Graziano dettò le linee che adesso si ritrovano in questa scheda strategica: «Se le idee sono davvero buone non è mai un problema trovare soldi. I nodi vanno sciolti con l'impegno e la pianificazione, il business plan è parte importante di ogni progetto imprenditoriale. I fondi sono determinanti se si ha una visione chiara su come investire e gestire. Ci già sono dati economici rilevanti: il numero dei visitatori dà il senso del peso finanziario dell'intera operazione. Allo stesso tempo non si può prescindere della visibilità di Pompei nel mondo e nella capacità di generare indotto. Altro aspetto sono gli investimenti. Lo spazio archeologico, poi, è certamente il centro dell'attenzione ma, ad esempio, non dobbiamo dimenticare questioni essenziali come le vie d'accesso al sito archeologico. Quello che è centrale è individuare e gestire un "Sistema Pompei"». «Le idee - spiega Luca Meldolesi, uno dei quattro "saggi" chiamati a dare forma alle strategie degli industriali - sono state raccolte in tre fasi strettamente legate. La prima è legata al "marchio" Pompei e alla sua visibilità a livello mondiale. Gli industriali della Campania, forti dei loro contatti, potranno "vendere" il brand degli Scavi a livello internazionale ed innescando il mecenatismo dei grandi gruppi multinazionali. Soldi, donazioni, adozioni di monumenti da veicolare per il mantenimento e la manutenzione del sito che resta di esclusiva competenza pubblica». Il salto di qualità sta nella seconda fase, la creazione di una rete in gradi creare corsie preferenziali e circuiti d'eccellenza intorno agli scavi. «La rete che servirà Pompei - continua Meldolesi - dovrà prevedere poli d'accoglienza e collegamento diretto con Capodichino, il porto di Castellammare, le stazioni ferroviarie e della circumvesuviana, la rete autostradale». I turisti dovranno, quindi, essere letteralmente accompagnati dal loro arrivo e per tutta la durata della loro visita. Intorno agli Scavi va ipotizzato un anello di hotel, di negozi, di info point, di punti servizio con, ad esempio, noleggio di biciclette, assistenza sanitaria, internet point, parchi per il tempo libero. Ogni imprenditore locale dovrà, nello spirito di rispetto per il sito, esaltare le proprie vocazioni all'investimento. «Se, ad esempio, De Laurentiis - afferma Meldolesi - pensa ad un parco tematico ispirato all'archeologia sarà giusto inserire questa idea d'impresa in un quadro strutturato e coerente. Importante sarà creare un corridoio protetto che metta in relazione il turismo sacro che interessa la Basilica e quello dei visitatori degli Scavi». Terzo punto quello del coordinamento territoriale. «Le amministrazioni locali dovranno essere in prima linea - conclude Meldolesi - ma ruolo importante avrà anche la Regione. Sarebbe giusto ipotizzare percorsi archeologici che, partendo tutti da Pompei, comprendano anche i Templi di Paestum, gli scavi di Ercolano e di Oplonti, l'Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, il Museo archeologico di Napoli».