Il ministero sblocca i finanziamenti europei. Gli industriali: il rilancio degli Scavi in tre fasi Nove mesi dopo il clamoroso crollo della Schola Armaturarum, il piano governativo per il «salvataggio» di Pompei sembra essere in dirittura d'arrivo. Nella riunione di ieri al ministero il Consiglio superiore per i beni culturali, oltre ad aver approvato alcuni interventi urgenti per il recupero di alcuni Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, avrebbe anche definito l'impegno economico per Pompei. Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di 105 milioni, una cifra più o meno corrispondente, dunque, ai 104,8 milioni di spesa che il segretario generale del Mibac, Carlo Cecchi, aveva previsto per il piano fino a dicembre2015. Un investimento finanziario importante e l'approvazione del progetto per il recupero predisposto dal ministero per i Beni Culturali. Nove mesi dopo il clamoroso crollo della Schola Armaturarum, il piano governativo per il «salvataggio» di Pompei sembra aver fatto un ulteriore passo avanti. Nella riunione di ieri - la prima dopo la riconversione in legge del decreto dello scorso 23 marzo - il Consiglio superiore per i beni culturali, oltre ad aver approvato alcuni interventi urgenti per il recupero di alcuni Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, avrebbe anche definito l'impegno economico per Pompei. Si tratterebbe di 105 milioni, una cifra più o meno corrispondente, dunque, ai 104,8 milioni di spesa che il segretario generale del Mibac Carlo Cecchi aveva previsto per portare avanti gli interventi previsti dal piano fino a dicembre 2015, e alla quota di fondi europei Poin non ancora utilizzati e che il ministro Fitto ha recentemente reso disponibili. « un investimento consistente - conferma il sottosegretario ai Beni Culturali Riccardo Villari, che fornirà oggi maggiori dettagli in una conferenza stampa a Palazzo Reale - e si tratta di un passo avanti importante. Il piano per il recupero ed il rilancio di Pompei è pronto e finalmente questa è una risposta adeguata all'importanza del sito archeologico». Il piano approvato ieri riguarderebbe il programma di interventi di messa in sicurezza, restauro e manutenzione stilato dalla Soprintendenza Speciale di Napoli-Pompei per 39 interventi negli Scavi di Pompei, due in quelli di Ercolano, due in quelli di Oplonti, uno a Boscoreale, uno a Poggiomarino, cinque nell'area flegrea, due a Napoli e uno a Noia, per un totale di spesa di 85 milioni di euro da realizzare entro il 2013. La Uil Beni e attività culturali punta però il dito sulle risorse residue dei fondi Poin che sarebbero destinate ai rilievi e alle verifiche idrogeologiche di Pompei. Come illustrato dallo staff del ministero proprio a Pompei lo scorso aprile, in occasione della anticipazione del progetto, questa fase di monitoraggio dovrebbe essere svolta con una metodologia messa a punto da Cecchi e già sperimentata con successo sui monumenti medievali e per il restauro della Domus Aurea di Roma: grazie all'uso di una tecnologia laser scanner, sarà possibile ottenere i rilievi tridimensionali di ognuna delle Domus degli Scavi nel giro di 2-4 giorni. «Chiediamo al ministro Galan - dice la segreteria nazionale della Uil - che l'attività di rilievo e indagine sia affidata non direttamente bensì attraverso una procedura di evidenza pubblica». Nella riunione del Consiglio Superiore è stata affrontata anche la questione della Ales - la società oggi interamente di proprietà del ministero che ha riassorbito 649 ex Lsu e alla cui presidenza è stato recentemente nominato l'ex Segretario Generale ed ex Soprintendente di Napoli e Pompei Giuseppe Proietti - e dell'utilizzo dei fondi del Lotto. La Uil denuncia però «una guerra per interessi all'interno del Mibac» che «rischia di trasformare una operazione di risparmio» in un'opera di «killeraggio».
Pompei, altri 105 milioni per il restauro
Il Consiglio superiore per i beni culturali ha approvato un piano per il recupero e il rilancio di Pompei, con un impegno economico di 105 milioni di euro. Il piano prevede interventi di messa in sicurezza, restauro e manutenzione per 39 interventi, con una spesa di 85 milioni di euro. Il ministro Fitto ha reso disponibili i fondi europei Poin non ancora utilizzati, che saranno utilizzati per finanziare il piano. La Uil ha denunciato una guerra per interessi all'interno del Mibac e ha richiesto che l'attività di rilievo e indagine sia affidata a una procedura di evidenza pubblica.
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