ultimo aggiornamento: 08 giugno, ore 16:01 Roma - (AdnkronosIgn) - Fa discutere la campagna pubblicitaria per rilanciare il turismo in Calabria. Molti nomi illustri chiedono di ritirarla. Sgarbi: "Fa schifo ma funziona". Sovrintendente ai beni archeologici Simonetta Bonomi: "Divertente ma troppo kitsch" Roma, 8 giu. - (AdnkronosIgn) - Animati, che fanno pari e dispari per scegliere tra montagna e mare, "mostrando chiappe e pudenda come due bulli di un club nudista". E' questa la campagna voluta dalla Regione,che ha per protagonisti i bronzi di Riace e che tra qualche giorno andra' in onda in tv per rilanciare il turismo in Calabria. E, secondo quanto riferisce oggi il 'Corriere della Sera', ha gia' sollevato un coro di polemiche anche fra gli stessi calabresi. 'Il Quotidiano della Calabria', qualche giorno fa, aveva consigliato al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, di rinunciare a questo "brutto messaggio pubblicitario in cui si deturpano anche i bronzi di Riace". E il giorno dopo un calabrese di fama internazionale come Salvatore Settis, dalle colonne dello stesso giornale, ha stigmatizzato lo spot chiedendosi perfino se non avesse ragione il ministro Galan quando propose lo spostamento delle due sculture in un luogo piu' visitato dai turisti per una migliore valorizzazione delle opere. Bocciature al messaggio pubblicitario anche dalla Confindustria calabrese e dall'archeologo, anche lui calabrese, Battista Sangineto il quale, scrive il 'Corriere', "dopo avere citato Antonio Albanese definendo lo spot 'qualunquemente autodenigratorio', dice che in quel filmino i nobili bronzi sembrano dei 'tamarri"'. Anche la politica passa all'attacco, con il senatore Roberto Della Seta del Partito Democratico, che chiede di ritirare la pubblicita' "che mette alla berlina una delle piu' grandi risorse culturali della Calabria e del Paese". "Vedere un'opera straordinaria come i Bronzi di Riace, che il mondo ci invidia, trasformata in una ridicola macchietta, oltre ad offendere i calabresi e tutti gli italiani rischia di diventare un pericoloso boomerang per il turismo". La sovrintendente ai beni archeologici Simonetta Bonomi, si dice perplessa, anche se, dopo aver visto lo spot, ammette, "ho riso". "E' divertente ma kitsch". "Noi non abbiamo dato autorizzazioni, la Regione non l'ha chiesta - spiega all'Adnkronos - E' un'iniziativa che ha ritenuto di fare autonomamente, evidentemente scegliendo i bronzi come veicolo di comunicazione". Bonomi poi racconta di aver sentito opinioni disparate in merito alla pubblicita' da parte dei reggini: "Alcuni sono rimasti scandalizzati mentre altri hanno riconosciuto che era divertente. Dal mio punto di vista - conclude - forse e' un po' troppo kitsch". Sullo spot interviene anche Vittorio Sgarbi: "Fa schifo, e' sgradevole ma non e' un peccato mortale. Il compito di uno spot - spiega - e' quello di far parlare di se'. Nel momento in cui va in prima pagina sul 'Corriere della Sera', e quindi guadagna uno spazio senza doverlo pagare, significa che ha ottenuto comunque un risultato positivo". "La polemica -prosegue il critico d'arte- sarebbe meglio indirizzarla verso l'ottusita' di questi calabresi che hanno paura di fare girare i Bronzi, cosa che produrrebbe un effetto superiore a quello di qualsiasi spot. La campagna in se' e' riuscita, e' stata efficace e ha ottenuto un buon risultato in termini di visibilita"'. "E' andata in prima pagina sul 'Corriere, ha determinato una discussione e un dibattito -spiega Sgarbi- ma non so con quali effetti benefici sul turismo. Su quello forse sarebbe meglio, ripeto, se i Bronzi si staccassero dalla Calabria e girassero per l'Italia. Sono un patrimonio nazionale -conclude-, non solo calabrese".