I presidenti delle sezioni turismo e alberghi di Lontindustria Verona replicano all'invito del comune Turisti in centro: anche le imprese si mobilitano per trovare risorse Perbellini: «Tassa di scopo per le imprese oppure 8 o 5 per mille» Zenatello: «Giusto che chi ottiene dal turismo dia quota di risorse» Come trovare risorse per restaurare monumenti e tutelare il patrimonio artistico e culturale della città? Coinvolgendo le attività economiche, che godono del Prodotto interno lordo creato dal turismo, nel restituire una parte di risorse all'Amministrazione pubblica, finalizzati appunto a opere di manutenzione. Lo strumento per attuare questo piano potrebbe essere quello della tassa di scopo, rivolta al tessuto cittadino, o istituire un 8 o 5 per mille per le imprese da destinare ad attività culturali. È questa la posizione di Confindustria Verona, sezioni Turismo e Gruppo alberghi, dopo che la Giunta comunale ha bocciato l'ipotesi di un contributo volontario su consumazioni o spese superiori a 25 euro in bar, ristoranti e negozi, che aveva proposto l'assessore all'edilizia pubblica Vittorio Di Dio. Nei giorni scorsi l'assessore al patrimonio Daniele Polato, commentando alcune proposte delle categorie economiche come la tassa di scopo (o quelle di Confcommercio Verona come l'sms solidale o aumentare la tariffa della sosta e dei parcheggi destinandone una quota per tutelare il patrimonio) aveva proposto di creare un tavolo fra Amministrazione comunale e categorie proprio per condividere idee e progetti. «Accolgo con favore la proposta dell'assessore Polato e il fatto che siano le categorie economiche a lanciare proposte è segno di una loro maturità ed equilibrio commenta Enrico Perbellini presidente della sezione Turismo di Confindustria Verona, che ha lanciato l'idea dell'8 o 5 per mille per le imprese finalizzato a iniziative culturali, dal restauro di monumenti al sostegno alla Fondazione Arena. «Città come Verona, seppure di notevole fascino e attrattività, non sono paragonabili a Venezia, Roma e altre città grandi destinazioni con milioni e milioni di turisti dove, anche se noi non la condividiamo, potrebbe anche avere un senso una tassa di soggiorno per i turisti», commenta. «Per Verona, dove numerose filiere produttive lavorano con il turismo, è possibile invece che queste contribuiscano al sostegno di attività culturali, che portano turisti e visitatori in città», aggiunge, «e quindi si tratta solo di trovare lo strumento migliore, che potrebbe appunto essere quello di destinare parte delle tasse pagate dalle imprese, introducendo una tassa di scopo finalizzata, o detrarre dalle tasse l'8 o per 5 per mille destinato alla cultura. Gli imprenditori hanno interesse a che una parte di risorse prodotte vengano investite sul territorio in cui operano, e chiedono all'Amministrazione trasparenza e coinvolgimento». Gianni Zenatello, presidente del Gruppo alberghi di Confindustria Verona, sottolinea che «la tassa di soggiorno è iniqua perché va a colpire chi, come i turisti, porta ricchezza. È giusto invece che siano le attività produttive che beneficiano del turismo a destinare parte dei loro introiti all'Amministrazione pubblica, proprio per sostenere restauri e attività culturali, attraverso una tassa di scopo o destinando 1'8 o 5 per mille delle imprese». La filosofia, sostiene Zenatello, dev'essere quella di allargare il più possibile la base per reperire queste risorse. «Sintetizzando», conclude, «pagare poco in tanti, piuttosto che tanto in pochi».