Contestata anche l'assenza di eventi che possano valorizzare l'immenso patrimonio locale Centuripe. "Cercasi capre per pulitura siti archeologici". Questo lo slogan lanciato provocatoriamente da Giuseppe Russo, presidente dell'associazione Siciliantica di Centuripe. "La tutela, valorizzazione e promozione nei confronti del patrimonio archeologico - evidenzia Russo - è l'importante compito che la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali dovrebbe svolgere nel territorio di competenza". "Diciamo dovrebbe - sottolinea il presidente di Siciliantica - perché, pare che ultimamente tutto ciò non accada, almeno a Centuripe, con grande rammarico della popolazione residente e soprattutto dei turisti". A evidenziare la situazione è il presidente dell'associazione "Siciliantica Centuripe": "Noi, volontari, crediamo fermamente nello sviluppo turistico di Centuripe e sappiamo benissimo che tutto ciò non può avvenire nelle attuali condizioni. I monumenti archeologici di Centuripe sono lasciati nel totale abbandono, le erbacce sovrastano gli stessi siti e tutto ciò ci indigna". Tanti eventi di richiamo sono stati organizzati con sacrificio dalle associazioni locali e dallo stesso Comune per attirare gente a Centuripe promuovendo feste, sagre, manifestazioni ludiche, sportive e tanto altro, "ma, nulla di tutto questo - tuona Russo - ha potuto nascondere il degrado in cui versano i siti archeologici che, invece, dovrebbero essere il vanto della cittadina". Non avendo più il Comune la competenza per la pulitura e manutenzione dei siti, spetterebbe alla Soprintendenza di Enna provvedere all'incombenza. Ma, pare che, addirittura, la manchevolezza sia da ricercare ancora più in alto. "Si dice - sottolinea Russo - che senza l'autorevole benestare dell'assessorato regionale ai Beni culturali non si possa fare nulla. Tutto ciò sembra incredibile, mentre i turisti, sempre più numerosi con l'avvio della bella stagione, vengono a visitare quella che fu definita una delle più grandi e ricche città di tutta la Sicilia (Cicerone, "Verrine" 70 a.C.) e si ritrovano, prima a godere di un museo archeologico grandioso e poi a indignarsi per il degrado dei siti". E qui entrerebbero in azione le capre menzionate nello slogan: "Per assurdo, comunque - conclude molto amareggiato Russo - sembra che il problema possa essere risolto con l'intervento delle capre che non hanno bisogno di competenze o autorizzazioni varie e certamente capaci di svolgere il proprio lavoro in maniera egregia". NICOLÒ SACCULLO 08062011