Liscrizione sulla staffa del gioiello diventa così la più antica testimonianza della lingua latina La Fibula era stata scoperta a Palestrina, lantica Preneste, nel 1887 dallarcheologo tedesco Wolfgang Helbig. Sin dal giorno del suo ritrovamento, il gioiello è diventato motivo di dibattito tra esperti. Fino a ieri, quando i due specialisti del Cnr e del primo ateneo romano hanno reso noti i risultati delle loro ricerche. Grazie al microscopio elettronico a scansione del dipartimento di chimica della Sapienza, la spilla è stata finalmente datata. Un risultato importante, perché sulla staffa cè uniscrizione in latino arcaico. "Manios med fhefhaked Numiasioi", ovvero "Manio mi fece per Numerio". Una dedica o una firma incisa dallorafo, che, come scoperto, realizzò il manufatto attorno alla metà del VII secolo a.C.. Cinque parole che ora sono la più antica testimonianza mai pervenuta della lingua latina. Una scoperta eccezionale, realizzata senza danneggiare il reperto. «È un manufatto di alta oreficeria - ha spiegato Daniela Ferro dellIstituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr - studiato con strumenti che permettono di manipolare loggetto senza lesionarlo. Abbiamo individuato anche le riparazioni effettuate anticamente, come la foglia doro che copre una piccola frattura».
Cnr: "La Fibula è autentica" giallo risolto dopo 124 anni
Liscrizione sulla staffa del gioiello diventa così la più antica testimonianza della lingua latina La Fibula era stata scoperta a Palestrina, lantica Preneste, nel 1887 dallarcheologo tedesco Wolfgang Helbig. Sin dal giorno del suo ritrovamento, il gioiello è diventato motivo di dibattito tra esperti. Fino a ieri, quando i due specialisti del Cnr e del primo ateneo romano hanno reso noti i risultati delle loro ricerche. Grazie al microscopio elettronico a scansione del dipartimento di chimica della Sapienza, la spilla è stata finalmente datata. Un risultato importante, perché sulla staffa cè uniscrizione in latino arcaico. "Manios med fhefhaked Numiasioi", ovvero "Manio mi fece per Numerio". Una dedica o una firma incisa dallorafo, che, come scoperto, realizzò il manufatto attorno alla metà del VII secolo a.C.. Cinque parole che ora sono la più antica testimonianza mai pervenuta della lingua latina. Una scoperta eccezionale, realizzata senza danneggiare il reperto. È un manufatto di alta oreficeria - ha spiegato Daniela Ferro dellIstituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Cnr - studiato con strumenti che permettono di manipolare loggetto senza lesionarlo. Abbiamo individuato anche le riparazioni effettuate anticamente, come la foglia doro che copre una piccola frattura.
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