Marcello Napoli Un vento di rinnovamento spira intorno alle isole museali, alla pinacoteca, alle biblioteche. «Anche questa è casa mia. Quando il museo diventa narrazione» è la rassegna, che parte domani, organizzata dalla Soprintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici di Salerno e Avellino. «È un modo partecipativo di far avvicinare il pubblico salernitano, e non solo, alla funzione del museo come luogo di educazione permanente e di far conoscere una serie di pubblicazioni, ormai introvabili, di grande interesse su argomenti di dibattito contemporaneo. In primis quello della funzione delle raccolte pubbliche», ha dichiarato il soprintendente Maura Picciau. Il luogo è il Museo Diocesano, in largo Plebiscito, una location ristrutturata da poco e riconsegnata al pubblico e ai turisti dopo la grande occasione mancata della mostra degli avori medioevali -provenienti da tutto il mondo - e dopo l'esposizione della quadreria Ruggi d'Aragona. Si comincia domani alle 17,30: Costanzo Michele, professore di Teorie del Progetto contemporaneo e Allestimento museale alla facoltà di Architettura Valle Giulia di Roma e docente del corso di dottorato in Architettura d'interni-Arredamento, darà voce e vita nuova al suo libro introvabile, edito dalla Franco Angeli, «Museo fuori dal museo. Nuovi luoghi e nuovi spazi per l'arte contemporanea». Sarà, per il pubblico, come essere testimoni, più che superficiali spettatori, del set di Fahrenheit 451, il romanzo di Ray Bradbury, in cui alla morte e proibizione di tutti i libri alcuni uomini e donne rispondono imparandoli a memoria. Il tema degli incontri è forte: «Vino nuovo in vecchio otre», verrebbe da dire. Si ribadisce nel libro di Costanzo Michele -è il leit motiv anche dei prossimi incontri il 15 e 22 giugno - come bisognerebbe concepire un museo fuori dal tradizionale spazio espositivo e oltre la sua funzione di conservazione e fruizione superficiale e senza una possibile interazione con il pubblico. L'atrio del Diocesano si trasformerà così in palcoscenico, in un Poet's corner salernitano, in una pagina da ascoltare e su cui riflettere. Il percorso e funzione contemporanea dei musei, biblioteche e pinacoteche è stato già da tempo delineato anche nel nostro territorio; l'alchimia tra antico e moderno fu proposta da Mario Napoli, soprintendente alle Antichità, presso il Museo archeologico nazionale di Paestum. Un'indicazione che rimane preziosa e all'avanguardia oggi ancora di più. Una sinergia di intendimenti e di collaborazioni tra enti e, speriamo al più presto anche di privati, può dare il via ad una stagione nuova di incontri, dibattiti e fermenti culturali. Archiviata la rassegna «Audiendo» e l'apertura dei tesori d'origine etrusca nelle sale della Soprintendenza archeologica e, ancora, la mostra di un artista contemporaneo, Fausto Lubelli, la città vive un fermento fibrillante che merita, forse una regia e la ripresa di un progetto, non molto antico, di isola museale su cui svetterebbe il castello detto di Arechi II. Risvegliare il senso critico, l'attenzione e la fantasia del pubblico in luoghi considerati solo atti alla conservazione può essere una strategia ideale per raggiungere un pubblico più attento.
CAMPANIA - Un vento di rinnovamento spira intorno alle isole museali, alla pinacoteca, alle biblioteche
Domani partirà la rassegna "Museo fuori dal museo" al Museo Diocesano di Salerno, organizzata dalla Soprintendenza ai beni storici, artistici ed etnoantropologici di Salerno e Avellino. Il tema è la funzione contemporanea dei musei, biblioteche e pinacoteche, e il pubblico sarà invitato a partecipare come "testimoni" del set di Fahrenheit 451. Il libro di Costanzo Michele, "Museo fuori dal museo", sarà presentato e discusso durante la rassegna. L'evento sarà un modo per far avvicinare il pubblico alle funzioni del museo come luogo di educazione permanente e di conoscenza di pubblicazioni di grande interesse.
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