ARCHEOLOGIA. Nuove analisi scientifiche sul reperto più chiacchierato Generazioni di ginnasiali l'hanno studiata come reperto della primitiva lingua latina: la Fibula prenestina, con l'iscrizione «Manios med fhefhaked Numasioi», Manio (l'orefice) mi fece per Numerio. Poi sparì dai testi, perché si scoprì che era un geniale falso ottocentesco. Colpo di scena: la spilla sarebbe vera. Lo dice il Cnr (centro nazionale per le ricerche), dopo le indagini condotte da Daniela Ferro dell'Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati e dal restauratore Edilberto Formigli che avrebbero accertato «metodologie e composizione chimica compatibili con la datazione attribuita alla spilla al VII secolo a.C., nonostante gli interventi di pulitura e lucidatura nell'Ottocento». Anche l'iscrizione sarebbe risultata antica «sulla base delle indagini microstrutturali delle aree interessate ai solchi». Dice Daniela Ferro: «È stata anche individuata una riparazione originale che conferma l'uso prolungato dell'oggetto in età antica. È improbabile che un falsario ricostruisse tali dettagli senza una conoscenza delle procedure dell'oreficeria antica rilevabili con strumentazioni tecnologiche disponibili solo ai nostri giorni». La spilla è al Museo nazionale etnografico Luigi Pigorini di Roma. Fu presentata nel 1887 dall'archeologo tedesco Wolfgang Helbig, come ritrovata a Palestrina, l'antica Praeneste. Nel 1979 fu dichiarata un falso dalla celebre studiosa Margherita Guarducci che attribuì il testo dell'iscrizione «nella primitiva lingua latina» alla fantasia dello stesso Helbig e la creazione del gioiello all'antiquario Francesco Martinetti. La spilla d'oro, lunga 10,7 centimetri, reca incisa sulla parte esterna l'iscrizione.
La falsa Fibula Prenestina? Sorpresa: ora sembra vera
La Fibula prenestina, una spilla d'oro con iscrizione, è stata oggetto di dibattito tra gli studiosi. Inizialmente, fu considerata un reperto della lingua latina primitiva, ma fu successivamente dichiarata un falso. Tuttavia, recenti analisi scientifiche hanno accertato che la spilla potrebbe essere vera. Le indagini condotte dal Cnr e da un restauratore hanno confermato che la composizione chimica e le metodologie utilizzate per la datazione sono compatibili con la datazione attribuita al VII secolo a.C. L'iscrizione è stata anche analizzata e confermata antica. La spilla è stata ritrovata nel 1887 e fu presentata come un reperto antico, ma fu successivamente dichiarata un falso.
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