Biagio Antonacci e il concerto al Colosseo, è polverone. Poco importa che l'evento sia organizzato dall'Unesco, all'opposizione non va giù, dal Campidoglio a Montecitorio passando per palazzo Valentini. Convinta che il monumento vada tutelato. E non possa essere il set di un concerto. Una polemica in cui è stato chiamato in ballo il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, che, dopo il crollo del 2010, aveva bandito i concerti dentro e intorno all'anfiteatro Flavio. Il primo a invocare una presa di posizione del viceministro è stato il consigliere comunale del Pd Dario Nanni: «Cosa ha indotto l'amministrazione comunale ad ospitare di nuovo concerti nel luogo archeologico più prestigioso di Roma? Seppure a scopo benefico, il concerto dell'Unesco non giustifica il rischio incolumità per gli spettatori e gli eventuali danni che ne potrebbe ricevere il monumento. La decisione del sottosegretario fu opportuna e allora perché oggi il Campidoglio contravviene al divieto?». Dello stesso avviso di Nanni anche i colleghi di partito, Paolo Masini e Athos De Luca. Sulla questione è intervenuto anche il senatore Idv Stefano Pedica. «Il Colosseo, così come Pompei, è patrimonio dell'umanità e non certo di Giro o della giunta capitolina. La scelta di dar vita ad un "concertone" è irresponsabile, si mette a rischio la struttura che potrebbe essere seriamente danneggiata. Manderò lettere in tutto il mondo per denunciare questo evento. "Salviamo il Colosseo", con questo slogan cercherò l'appoggio di altri Stati più interessati alla tutela dei monumenti che agli eventi per pubblicizzare una giunta capitolina in seria crisi di consensi». Mentre Pino Battaglia, consigliere provinciale del Pd e presidente della commissione Cultura, ha detto: «Giro spieghi quali sono i criteri o se si tratti di un classico esempio di "figli e figliastri" a cui tenta di abituare i romani anche la giunta Alemanno che, da tre anni, si accanisce sul centro storico». E, dopo una giornata di verifiche e un mattutino «non ne so nulla», il sottosegretario ha spiegato che «il no assoluto si riferiva ai concertoni di fine anno. Il concerto di Antonacci, dalle primissime informazioni che ho potuto raccogliere, è un evento interno al Colosseo che prevede 300 persone sedute e 300 in piedi come è già accaduto peril concerto di Paul McCartney nel 2003».