Le opere resteranno esposte sei mesi nell'umidità dei Giardini Si infittiscono le discussioni, nel giorno dell'apertura della Mostra Internazionale di Arti Visive, sulla presenza dei tre grandi teleri dell'artista veneziano nel Padiglione centrale dei Giardini. Al di là dei giudizi controversi sulla decisione della curatrice Bice Curiger di aprire ILLUMInazioni con i tre dipinti cinquecenteschi - con un'equa ripartizione tra favorevoli e contrari a far discutere sono le condizioni in cui vengono esposti l'enorme Ultima Cena dalla Basilica di San Giorgio Maggiore al centro e Il trafugamento del corpo di San Marco e La creazione degli animali dalle Gallerie dell'Accademia, concessi dalla Soprintendenza veneziana. Feroce è stato l'attacco di Vittorio Sgarbi agli uffici periferici di tutela in particolare per la concessione del prestito del Trafugamento la cui pratica però potrebbe essersi avviata già nel periodo in cui il soprintendente del Polo museale veneziano era ancora lui , ma il timore, a giudizio di molti che ieri ammiravano le opere, sono soprattutto i livelli di umidità a cui i teleri verranno sottoposti ogni giorno con il passaggio di migliaia visitatori e fino a novembre. Preoccupazioni che la Biennale e la Soprintendenza però respingono in base al fatto che l'impianto di climatizzazione comunque presente all'interno del Padiglione centrale e gli indicatori di umidità consentirebbero di tenere sotto controllo lo stato di salute dei tre Tintoretto. Proprio sulla base di queste assicurazioni «tecniche» il Ministero dei Beni Culturali ha concesso il prestito dei tre teleri, nella convinzione che alla Biennale le loro condizioni di conservazione non sarebbero peggiori di quelle assicurate all'interno della Basilica di san Giorgio o delle stesse Gallerie dell'Accademia. I tre dipinti sono stati inoltre sottoposti a un intervento di pulitura e di restauro, a spese della Biennale, proprio in vista dell'esposizione ai Giardini e l'unica limitazione posta dalla Soprintendenza è stata quella relativa all'illuminazione, con l'uso di luci soffuse e non dirette, proprio per non causare danni, con un'esposizione prolungata, ai dipinti. Resta da capire come staranno i tre Tintoretto a fine novembre, ma in Biennale regna l'ottimismo.