Limitati i danni provocati dal nubifragio di venerdì. Il neo sindaco Guenzani ha già predisposto gli interventi Spesso i problemi più seri hanno origine da cause assolutamente banali: per l'allarme scattato venerdì sera al Maga, "allagatosi" in seguito al violento nubifragio che ha colpito la città nel tardo pomeriggio e fortunatamente rientrato non appena il personale addetto e i vigili del fuoco hanno potuto valutare con calma la situazione, c'è infatti un "colpevole" ben preciso - oltre a Giove Pluvio - e subito individuato. Lo conferma il dirigente dei servizi tecnici del Comune di Gallarate, l'ingegner Arcangelo Altieri, che il giorno dopo l'incidente può stilare un bilancio rassicurante: danni tutto sommato limitati, nulla che non si possa sistemare con un radicale intervento di ripulitura generale dei pavimenti e qualche pennellata di vernice. E, soprattutto, nessuna problema alle opere esposte, agli arredi, all'impiantistica. «Tutta colpa - conferma l'ingegner Altieri - di un foglio di polietilene lasciato sul tetto dagli operai impegnati in alcuni lavori. Il forte vento l'ha sollevato, spostandolo proprio sull'imbocco di una canalina di scolo. Il condotto è rimasto ostruito, e sul tetto s'è formata una vasta pozza d'acqua che ha poi trovato sfogo infiltrandosi nei locali sottostanti». Insomma, a far scattare l'allarme e a provocare l'immediata evacuazione dei visitatori e quindi la temporanea chiusura della galleria d'arte moderna, dove è ancora in corso la fortunatissima mostra dedicata ad Alberto Giacometti, è stato un banale, normalissimo foglio di spesso cellophane, finito nel posto sbagliato nel momento sbagliato. «Il fatto che quando s'è verificata l'infiltrazione d'acqua ci fosse del personale presente, che è subito intervenuto ed ha dato l'allarme, ha certamente contribuito in maniera decisiva a limitare i danni. La dinamica dell'incidente è estremamente banale, è vero, ma se l'acqua avesse raggiunto un quadro elettrico i danni sarebbero stati ben superiori e il periodo di chiusura al pubblico ben più lungo. A conti fatti, se non interverranno imprevisti, tutto dovrebbe risolversi con due soli giorni di chiusura al pubblico, ieri e oggi: domani il Maga avrebbe comunque osservato il consueto turno di riposo settimanale. Riapertura confermata, dunque, per martedì: nella giornata di ieri, fin dalle prime ore del mattino, addetti alle pulizie, operai e imbianchini erano già febbrilmente all'opera. Prima emergenza superata, dunque, per il neosindaco Edoardo Guenzani: «Quando mi hanno informato - confessa - non mi sono allarmato più di tanto, in quanto nella mia vita professionale ho spesso affrontato problematiche di questo tipo, e sapevo che cosa ci si poteva aspettare. Ho chiesto all'ingegner Altieri di compiere un sopralluogo, che ha confermato come in realtà i danni fossero davvero limitati. Un incidente dovuto certamente all'eccezionalità dell'evento e alla circostanza che, in attesa dei lavori che mi si dice dovrebbero riprendere a luglio, la ditta aveva lasciato a scopo precauzionale quelle coperture provvisorie che, alla fine, hanno causato il guaio. Ho dato disposizione, comunque, perchè vengano adottate, in attesa dei lavori definitivi, misure "meno provvisorie", in grado di reggere adeguatamente anche in caso di precipitazioni eccezionali come quelle dell'altro giorno: perchè data la caratteristica del luogo, e il valore delle opere che vi vengono esposte, il fattore di sicurezza deve essere adeguato al rischio potenziale».