Giuliana Fantuz presidente Associazione Storiesfvg "C'era una volta un magnifico cigno, era il re delle creature acquatiche che vivevano nel lago, in un bellissimo parco di un castello bianco...". Potrebbe essere l'inizio di una bella favola: e invece no! Perché il castello è quello di Miramar e il lago è una putrida pozzanghera. Il cigno ora è morto, forse un po' di vecchiaia; forse molto di tristezza malattia e umiliazione. Adesso che non c'è più, qualcuno dice che fosse cattiva, quella splendida creatura; dicono che ammazzasse tutti i suoi simili che le venivano affiancati. Ma provate voi a essere un re ed esser condannato a vivere in un luogo ignobile. La direttrice del complesso dice che, coi pochi soldi che tornano indietro dal ministero che incassa il prezzo del biglietto, fanno il possibile per mantenere castello e parco al livello che gli spetterebbe: quello di uno dei più bei siti d'Italia. Ma dev'esser proprio poco quel denaro, perché il parco non ricorda le sue origini imperiali; e dei corsi d'acqua che lo punteggiano, beh, è meglio non parlare! So per esperienza che, molto spesso, le cose che arrivano gratis non sono apprezzate. Scrivo libri da anni, e ora li regalo solo quando è strettamente necessario. Ecco perché, pur non essendo residente a Trieste, io sono favorevole all'introduzione di un biglietto anche simbolico, di pochi euro per i visitatori non residenti, che comprenda una clausola che obblighi il ministero a destinare tutto l'incasso al mantenimento del parco. Intanto, si farebbe una prima scrematura dei turisti più maleducati (quelli che lasciano i loro rifiuti sparsi dappertutto, o che, appena varcati i cancelli, nonostante l'obbligo di tenerli legati, sguinzagliano i cani che corrono a fare i loro bisogni ovunque e si divertono a rincorrere i poveri animaletti del parco); poi, credo che chi ama la natura è disposto a spendere pur di farla vivere. Infine, ci sarebbe la possibilità di avere qualche custode a controllare che si rispetti la natura. A Redipuglia, il 2 giugno c'era il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, che è responsabile anche del gioiello bianco-verde incastonato nella scogliera triestina. Sono andata appositamente per incontrarlo e dargli un messaggio che spero leggerà: c'era scritto di sostenere il complesso di Miramar, di non lasciarlo abbandonato a se stesso, come spesso accade ai tesori storici e artistici di questo paese. Sarebbe bello se tutte le associazioni ambientaliste animaliste e culturali di Trieste, e i cittadini che sono così sensibili, si mobilitassero per far arrivare un sacco di messaggi a Roma. Senza invocare il famoso "no se pol"; ora "si deve"!