«Adesso basta, bisogna prendere provvedimenti. La Fondazione va sempre più in deficit, non si può sempre intervenire con i soldi dei cittadini. Non si può più far finta di niente e Pantalone pronto a pagare non c'è più. Sto già cercando il ministro Urbani per capire che cosa si può fare». La crisi che attanaglia la Fondazione Arena è sul tavolo del governo. E ci è arrivata ben prima dell'incontro in programma il 14 dicembre tra tutte le Fondazioni liriche italiane e il ministro, dove probabilmente, secondo quanto anticipato dal sindaco Zanotto l'altro giorno, verrà chiesto lo stato di crisi. Il sottosegretario alle Riforme Aldo Brancher non si sbilancia sui provvedimenti da prendere, anche se probabilmente ha ben in mente la strada da percorrere. Ma di un dato è sicuro: che soldi non ce ne sono e che quindi bisognerà fare di necessità virtù. E agire sul management. «Vogliono chiedere lo stato di crisi anche le Fondazioni? Ormai tutti lo chiedono. Ma mi sembra una soluzione semplicistica, perché soldi non ce ne sono». E allora? «Allora bisogna capire quali sono i punti deboli. E' la gestione? E' il personale? L'organizzazione? Dobbiamo fare presto e intervenire perché la Fondazione Arena deve stare in piedi e da sola». Ma i soci privati sono anche stanchi di versare miliardi di vecchie lire a fondo perduto... «E' il momento di una chiamata collettiva, di grande responsabilità, per tutte le forze della città. La Fondazione Arena deve funzionare, ma non con i contributi straordinari, ma con una gestione sana, che duri nel tempo, perché è un bene prezioso, di grande tradizione, l'orgoglio della città. E quindi bisogna avere ben chiari quali sono i problemi, in modo onesto e corretto per rilanciarla». Le forze cittadine chiedono un cambio di gestione. Che ne pensa? «Ripeto, bisogna individuare i punti deboli e poi intervenire. Di sicuro la Fondazione non può continuare a sprofondare nel deficit. Ho visto documentazioni, dossier, conti. Sono molto preoccupato e non da oggi. Non si può più fare finta di nulla». Di Fondazione Arena ieri hanno parlato il sindaco Paolo Canotto che ne è il presidente, e il presidente della Fondazione Cariverona Paolo Biasi, a margine del vertice per il Polo finanziario. Un colloquio dal quale pare sia emerso che Cariverona non intende lasciare la Fondazione Arena, anche se ha ridotto il suo contributo. Tuttavia il presidente Biasi chiede da tempo misure anti-crisi, poiché ha già versato nel corso degli anni, come gli altri soci privati, già 14 miliardi di vecchie lire. Vuole quindi poter nominare un manager di estrazione bancaria per controllare i conti dell'ex ente lirico e un piano di rientro. Proposte sempre congelate, ma questa volta, se si vuol salvare la Fondazione Arena da un deficit che secondo indiscrezioni a fine anno viaggerebbe (con le vecchie lire) in doppia cifra, forse si dovrà fare davvero qualcosa.
Fondazione, basta deficit
La Fondazione Arena sta affrontando una grave crisi finanziaria. Il governo è stato informato e sta valutando le opzioni per intervenire. La Fondazione Arena richiede lo stato di crisi per poter ricevere aiuti finanziari. Tuttavia, i soci privati sono stanchi di sostenere la Fondazione con contributi straordinari. La Fondazione Arena ha già versato 14 miliardi di vecchie lire negli anni passati. Il presidente della Fondazione Cariverona, Paolo Biasi, chiede misure anti-crisi e vuole nominare un manager di estrazione bancaria per controllare i conti dell'ex ente lirico. Il governo sta valutando le opzioni per salvare la Fondazione Arena, che sta affrontando un deficit che potrebbe raggiungere 28 miliardi di vecchie lire.
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