E' già una Biennale da record, che nei primi 4 giorni di apertura ha fatto registrare i Giardini e all'Arsenale circa 20mila ingressi, con oltre 7mila biglietti nel primo giorno: il 50 in più dell'edizione di due anni fa. In questo contesto, il ministro della cultura Giancarlo Galan ieri ha parlato del rapporto tra questi grandi eventi e la città, soffermandosi sulla presenza delle grandi navi da crociera: «Sono uno spettacolo straordinario», ha detto il ministro. Un'affermazione destinata a suscitare reazioni. VENEZIA. I veneziani magari sbufferanno. E infatti sbuffano: vaporetti intasati, tanta gente, code, resse. Dappertutto, mica solo ai Giardini e all'Arsenale, visto che la Biennale quest'anno è "allargata", con eventi, mostre, esposizioni un po' in tutta la città. Una partecipazione che il ministro ai Beni culturali elogia: «Sono soddisfatto di quanto sta avvenendo qui intorno». Giancarlo Galan parla con i giornalisti il sabato mattina, quando la Biennale ha appena aperto i battenti e all'Arsenale, nel Padiglione Italia, non c'è quasi anima viva. La soddisfazione del ministro è per la qualità delle presenze:, «Non vedi turisti sbracati». E turismo culturale e, a sentire gli operatori economici, è anche turismo che consuma: il panino va bene a mezzogiorno, la sera la tappa in ristorante è d'obbligo. A sentire Galan - che da Roma ha fatto avere alla Biennale «un milione di euro» come contributo per la 54.ma edizione, della rassegna d'arte, «ben più dei 600mila dell'anno scorso» - in città manco ci si rende conto del valore della fondazione e delle sue iniziative. E non solo a Venezia. «In Italia non ci rendiamo conto di cosa abbiamo con la Biennale, è come se avessimo aperto qui in laguna la più grande ambasciata del mondo». Il ministro si guarda attorno e scuote la testa. Solo che le opere d'arte non c'entrano. C'entra, semmai, la grande opera d'arte che è l'Arsenale stesso: «Ogni volta che vengo all'Arsenale provo una grande sofferenza interna. Qui potrebbe starci la più bella darsena del mondo. Se qui ci fosse una darsena figuratevi se Bill Gates andrebbe ancora a Montecarlo». Ma l'Arsenale ha una doppia proprietà: in parte è demanio militare, in parte è demanio statale trasferito al Comune. Il ministro puntualizza: «Non ce l'ho con i militari, non è un attacco a loro, ma a una certa mentalità». Quella del "non fare" - lascia intendere - della burocrazia e dei vincoli, quella del non riuscire o non volere progettare. E per restare in tema di barche, Galan azzarda: le grandi navi bianche che attraversano il Bacino di San Marco, quelle che continuano a registrare proteste con richieste di allontanamento, al ministro non dispiacciono. Neanche un po': «Trovo straordinariamente belle le alterazioni momentanee del paesaggio». Racconta: era sulla terrazza di Ca' Giustinian, la sede della Biennale, con il presidente Paolo Baratta, quando è passata una nave da crociera. «Si, cambiava lo skyline della città, ma momentaneamente: uno spettacolo straordinario». I veneziani si lamentano che di grandi navi ce ne sono troppe? Il ministro allarga le braccia: «Ma sapete quanto "ossigeno" portano». Soldi alla città. Come gli eventi culturali della Biennale che attirano turisti e visitatori. Una cultura capace anche di far baruffare gli enti e qui scatta il rimpianto dei tempi in cui era governatore: «Che bello quella volta che abbiamo litigato per punta della Dogana: la Regione con la Guggenheim, il Comune con Pinault. Bello quel confronto sulla filosofia della gestione dell'area». Vinse il Comune con Pinault: è stato meglio così? «Non lo so», dice Galan. Dall'Arsenale il ministro non si sposta ai Giardini, nello spazio Esedra per la cerimonia di inaugurazione e premiazione della Biennale c'è il sottosegretario Francesco Giro. «È una Biennale viva, vitale, che si allarga». Appunto: i veneziani si lamentano. «Sì - dice Giro - forse i cittadini saranno in difficoltà, ma per un grande successo».