DIVERSE inchieste giudiziarie stanno facendo emergere rilevanti intrecci tra organizzazioni camorristiche e crescita dei fenomeni di abusivismo edilizioe speculazione. È un aspetto che non è stato attentamente valutato, in questi anni, anche nelle iniziative di contrasto alla criminalità organizzata e nei provvedimenti legislativi, tanto è vero che abbiamo delle carenze sul piano legislativoe sull' analisi del fenomeno. D' altro canto, vi sono esempi eclatanti in alcune città - Casalnuovo, Quarto Giugliano; Comuni del vesuviano interno, l' Aversano- di intrecci tra camorra, pubblica amministrazionee settori dell' imprenditoria, che hanno consentito la nascita di interi quartieri abusivi o grandi operazioni di riciclaggio di capitali illeciti profittando di amministrazioni compiacenti. Oggi questo pericoloè ancora più forte in Campania, alla luce della tentazione di profittare di alcuni casi di necessità, per introdurre provvedimenti che arrecherebbero danni enormi. Un provvedimento come quello del decreto salva abbattimenti di cui si parla da mesi, abbinato ad alcune ambiguità del "Piano casa", aprirebbe la via a un percorso tortuoso fatto di ricorsi ai Tar, di contraffazione delle pratiche di condono, di ripresa e incoraggiamento di attività speculative. La Commissione parlamentare antimafia dovrebbe, nei prossimi giorni, lavorare con serietà e rigore, a un approfondimento di merito sulla situazione in Campania, per consentire un iniziativa legislativae di governo in due direzioni. La prima: una legge nazionale contro l' abusivismo edilizio che stronchi alla radice il fenomeno, inasprendo le pene e impedendo la possibilità di ricorrere alla giustizia amministrativa per un reato che deve avere una valenza esclusivamente penale. La seconda: un protocollo tra le istituzioni e l' autorità giudiziaria per una gradualità degli abbattimenti, che privilegi le situazioni con un minore impatto sociale e colpisca i fenomeni speculativi. In questo quadro, rifuggendo da demagogia e propagandismo, si possono affrontare i temi che riguardano la salvaguardia dei bisogni dei cittadini e le esigenze di tutela del territorio. Quindi si possono pensare strumenti che aiutino i comuni a sostenere il peso degli abbattimenti necessari e, al tempo stesso, a compiere scelte urbanistiche che risolvano l' antico peso dei condoni, riducano i rischi e i danni al paesaggio e garantiscano le tutele sociali. È questo il confine tra i riformisti e i collusi. È una sfida per chi ha cuore gli interessi della Campania.