E si commuove per le opere che richiamano il dramma di Haiti Il ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan dice di non essere un critico e quindi di non poter dare un giudizio sulla mostra curata da Bice Curiger per la Biennale d'Arte, ma parla di un «evento eccezionale» e definisce una operazione «molto interessante il mettere assieme Tintoretto con gli artisti contemporanei». Un commento che, a margine della visita al Padiglione Italiano, permette a Galan di esprimere il proprio compiacimento per come hanno operato le sovrintendenti veneziane Renata Codello e Giovanna Damiani, venerdì al centro delle dure critiche del curatore del Padiglione Italiano, Vittorio Sgarbi. «Bene hanno fatto - ha detto - ad affiancarsi allo sforzo operativo e propositivo della Biennale». Messe da parte le possibili polemiche, Galan ha posto l'attenzione su un aspetto della proposta di Sgarbi che ha trovato «interessante sul piano dell'impegno civile», il "Museo della Mafia". Per il ministro è stata una mattinata piuttosto intensa, aperta proprio dalla visita al Padiglione Italiano, dove Galan ha incontrato Sgarbi con cui si è intrattenuto davanti a molte opere. e si chiusa con la presentazione di un libro di un "re" delle calzature, passando per il padiglione di Haiti, in Riva degli Schiavoni, dove il ministro è parso molto toccato dalla drammaticità dell'opera («evidente richiamo alla tragedia del sisma»), che contrasta con i segni della ricchezza rappresentati dagli yacht ancorati poco lontano. «Venezia - ha commentato - è da sempre una città di grandi contrasti».
Venezia. Galan difende le due sovrintendenti
Il ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan ha visitato il Padiglione Italiano alla Biennale d'Arte, dove ha incontrato il curatore Vittorio Sgarbi. Galan ha espresso il proprio compiacimento per come le sovrintendenti veneziane Renata Codello e Giovanna Damiani hanno affiancato lo sforzo operativo e propositivo della Biennale. Ha anche menzionato l'aspetto interessante del progetto "Museo della Mafia" di Sgarbi. Successivamente, Galan ha visitato il padiglione di Haiti, dove è stato commosso dalla drammaticità dell'opera, che contrasta con i segni di ricchezza rappresentati dagli yacht vicini.
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