Lettera della Soprintendenza: i lavori sul basamento non hanno seguito il progetto Castelfidardo Intervento "non autorizzato", i lavori dovranno essere "ripresi secondo progetto originario". La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Marche boccia il restauro e risanamento conservativo del Monumento Nazionale delle Marche. Il responso arriva con lettera firmata dal soprintendente Giorgio Cozzolino, dopo le segnalazioni di alcuni cittadini e un sopralluogo sulla scorta della relazione tecnica di fine lavori. Sotto la lente d'ingrandimento, il restyling del basamento marmoreo dell'imponente scultura del Vito Pardo, eseguito su mandato dell'amministrazione secondo il progetto redatto da uno studio associato di Castelfidardo ed affidato a due ditte specializzate di Treia e Tolentino. L'operazione ha interessato da agosto a settembre l'idrolavaggio, la stuccatura e il trattamento protettivo delle pietre in travertino che nel 1910 furono trasportate tramite tir da Ascoli Piceno con un'operazione rimasta impressa nella memoria delle generazioni di allora. Oltre seicento tonnellate, su cui venne "posata" la scultura bronzea formata da 30 soldati e bersaglieri al seguito del generale Cialdini, che a cavallo punta l'indice verso il luogo della Battaglia. Se il gruppo bronzeo si è mantenuto negli anni in buono stato, più complessa si presentava la situazione della parte marmorea, dove gli agenti atmosferici avevano accumulato depositi, scorie e persino nidi di insetti. "I lavori realizzati si legge nella missiva protocollata 17 gennaio - pur non avendo causato danni significativi, sono stati eseguiti in modo non adeguato alle caratteristiche materiche e tipologiche del Monumento". Nel dettaglio, mentre il progetto approvato prevedeva un intervento di restauro comprendente la demolizione delle vecchie stuccature tra i blocchi, le scarniture dei giunti e la loro ricostruzione con impasto a base di calce, "in corso d'opera è stata operata una scelta diversa". Oltre alle velature, "si è proceduto al rifacimento di parte delle stuccature con gli stessi criteri di quelle presenti, relative ad interventi sommari eseguiti nel corso degli anni" e "senza alcun tipo di autorizzazione". Il soprintendente Cozzolino, chiede pertanto che "gli interventi realizzati, in occasione di una auspicabile disponibilità di fondi, siano opportunamente ripresi secondo il progetto approvato e rispettando le indicazioni fornite". Lapidario, il segretario del Prc, Mario Novelli, tra i primi a sollevare la questione già nell'estate scorsa: "L'amministrazione Soprani ha speso 38 mila euro per questo intervento di restauro: tutti soldi buttati al vento dal momento che i lavori dovranno essere rifatti". arianna carini,